Berlusconi: "Tangentopoli fu golpe giudiziario

"Tangentopoli è stato un golpe giudiziario". Silvio Berlusconi comincia così il suo intervento al congresso del Movimento Mrn, fondato da Domenico Scilipoti. Il premier è tomato, ancora una volta, a raccontare la storia della sua discesa in politica. "Ho provato a mattere d'accordo tutti ma non ci sono riuscito e così ho deciso di scendere in campo per salvare il Paese dai comunisti" dice il Cavaliere.
Una scelta che, allora, gli sconsigliarono in molti "di quelli che mi vogliono bene". Mettendolo in guarda dalle conseguenze negative dell'entrata in politica. Che, scandisce Berlusconi, si sono verificate: "In questi non mi hanno fatto mancare nulla. Aggressioni politiche, giudiziarie di cui sono il recordman e anche fisiche perchè se quella statuetta del Duomo invece che sulla guancia l'avessi presa in un'altra parte del viso sarei sotto terra". E, riferendosi alla sentenza sul caso Mondadori, il presidente del consiglio parla anche di "aggressione patrimoniale" a causa della quale, lamenta "ho dovuto consegnare 600 milioni al signor De Benedetti, tessera numero 1 del Pd".
Torna, puntuale, la lamentela sui pochi poteri che il presidente del Consiglio dice di avere: "La nostra Costituzione dà al presidente del Consiglio solo una possibilità di suggestione. Ma nessun potere. Il premier e il governo hanno solo il potere di proporre alle Camere disegni di legge e decreti legge, niente di più. Non posso dimissionare
un ministro...". Per questo "bisogna cambiare l'architettura costituzionale. Non l'ho fatto fino adesso perchè l'unica mia colpa è che non sono riuscito ad ottenere oltre il 51% dei consensi". Giudizio positivo, invece, per Giorgio Napolitano: "Quando c'è un capo dello Stato intelligente e puntuale come quello che abbiamo oggi, l'intervento è sempre qualcosa di molto preciso".
Si dice certo di arrivare al 2013 ("semplicemente per un fatto di personale autorevolezza") e rilancia le riforme: "A partire dalla giustizia, cambiando la struttura dell'attuale per ottenere che i giudici facciano i giudici e non utilizzino la giustizia come arma politica". Tocca alla riforma elettorale: " Alla luce del milione e duecentomia cittadini che hanno firmato il referendum dobbiamo introdurre una variante nella legge che consente di scegliere candidato per candidato". L'altro aspetto da cambiare è il premio di maggioranza regionale al Senato: "Calderoli ha dato un giudizio negativo sul 'Porcellum' perchè la legge fu cambiata da Ciampi che pretese, in base a una interpretazione personale della Costituzione, di frazionare a livello regionale il premio di maggioranza nel Senato, facendo cadere così le ragioni di un premio di maggioranza che viene dato per garantire la governabilità: oggi la legge garantisce governabilità alla Camera ma non al Senato".


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