Obama darà il benvenuto a Berlusconi in italiano

Lunedì, 15 giugno 2009 - 10:53:00


LA REPLICA Di Benny Manocchia. La posizione di chi e' contro il governo e' sempre stata:loro tutti saggi, gli altri fessi. Continuano a pensarla cosi' anche dopo avere ricevuto solenni calci nel sedere dagli elettori. Mario Fiorito (continua a usare un nome fasullo) afferma: "L'Italia per Obama signfiica Sofia Loren,Pavarotti,Ferrari,la pizza e o' sole mio". Le pare poco? O preferisce che la nostra nazione faccia come il topolino inseguito dal gatto? Continui a sperare.
Poi c'e' Stefano Rizzi che chiede se ci faccio...Che cosa vuol dire?
Infine, per ora, Riccardo Pratt (continuano a usare nomi fasulli, hanno paura di usare i nomi veri)
mi chiede se rileggo i miei servizi. Non soltanto io ma anche il Direttore (quando puo')  e i redattori politici,attentissimi, e piu' preparati di lei, mister Pratt. Chiude, questo signore, affermando: sono italiano,non idiota. Bravo!
Iniziamo dall'inizio. I media statunitensi - come quelli britannici - non hanno mai accettato la presenza dell'Italia nel G8 (prima G7). Non meravigliatevi: ci sono stati tempi quando giornali e TV USA hanno scritto e detto apertamente: ''C'e' un errore. Che ci fa l'Italia in mezzo a giganti come USA, Gran Bretagna, Russia, Germania, Francia?". Sono stati poi alcuni giornalisti italiani che lavorano in questa nazione, a ricordare allo "zio Sam" e ai figli di Albione che l'Italia "ci sta perché è una potenza economica". Punto e basta. Anzi no, la verità è che la nostra Italietta, sotto alcuni aspetti, è superiore all'America e all'Inghilterra, nel commercio, nelle esportazioni, nella ripresa economica dopo una crisi, sempre tenendo conto che noi siamo 60 milioni mentre l'America, per esempio, ha 310 milioni di abitanti.

Ora, perché questa lunga introduzione quando in effetti dobbiamo parlare della visita alla Casa Bianca del premier italiano, ospite ufficiale del presidente Obama? Perché serve un po' a spiegare - credo - la noncuranza dei media USA per quanto riguarda questa visita. Chi ne ha parlato ha creduto opportuno usare frasi come: "Viene qui per chiedere la benedizione di Obama sul G8 in Italia" (del Post). Oppure sul New York Times, calatosi nelle vesti - ahimé - del National Enquirer (gazzettino del gossip): "Fa bene Berlusconi a lasciare l'Italia per qualche giorno. Ne ha bisogno", poi continuando sullo "scandalo" del premier italiano. Comunque anche sul Times (come sui giornali italiani dai quali sembra avere ripreso il ritmo) solo pettegolezzi, niente prove.

Le tv USA concederanno un paio di minuti alla visita di Berlusconi. Ma sapete una cosa? Chissenefrega. L'America di oggi ricorda il vecchio ricco barone ridotto al cappotto sdrucito che comunque si muove con l'aria di "chi è stato qualcuno". Cari lettori, gli Stati Uniti sono oggi nei guai grossi e il premier italiano non viene a Washington con la borsa vuota sperando di riportarla in Italia imbottita di dollari. Barack Obama ha ereditato una nazione che ha più buchi del formaggio svizzero. Il dollaro continua a perdere forza, il presidente è costretto a chiedere prestiti o a stampare pacchi di biglietti verdi. A questo bisogna aggiungere una serie di decisioni del nuovo chief giudicate sbagliate non soltanto dai repubblicani ma anche da molti democratici.

I problemi di Obama riguardano la Corea del Nord che lo costringerà a usare la forza, la lotta tra israeliani e palestinesi, i prigionieri di Guantanamo che - come ha stabilito la Corte Suprema - non potranno essere incarcerati negli Stati Uniti, il problema sanitario che può essere risolto con due trilioni di dollari mentre Obama spera di farlo con 680 miliardi. Quello di oggi - non dimentichiamolo - si tratta di un incontro tra due leader che navigano su mari  opposti. Non è la prima volta, non sarà l'ultima. E allora? Musi lunghi tra Barack e Silvio? L'ho chiesto a un mio vecchio amico che lavora alla Casa Bianca. "Proprio non direi" ha esclamato. "Infatti posso dirti che Obama darà il benvenuto a Berlusconi in italiano". Gli ho anche chiesto se crede che il presidente americano abbia snobbato l'Italia nel corso della sua recente visita in Europa. "Ma cosa dici" ha risposto il mio amico. "La sua visita in quelle nazioni europee era stata programmata da tempo. Non poteva venire in Italia come un semplice turista. Sarebbe come se Berlusconi dicesse: be', dopo la Casa Bianca potrei fare una capatina nel Canada. Certi spostamenti richiedono tempo, lungo lavoro diplomatico ecc...".

Berlusconi spiegherà a Obama che cosa faranno durante il G8 a L'Aquila. Obama dirà al nostro premier che è importante rafforzare il dollaro, rafforzare i blocchi industriali e infine aiutarsi a vicenda. Dovrebbe essere - tutto sommato - una visita piacevole. Chi ci vede dell'altro lo fa per motivi politici. Eppoi, parliamoci chiaro, certa stampa vuole lo scontro, il litigio perché aiuta a vendere le copie in serio declino. Berlusconi si presenta alla Casa Bianca dopo una vittoria alle Europee e alle elezioni amministrative. Obama, ancora agli inizi del suo mandato, cercherà di rafforzare i rapporti con la nostra Penisola, magari scavalcando la politica, anche se - abbiamo appreso - qualcuno del suo entourage gli sussurra di essere "freddo' con il premier italiano. La politica è anche questo. Però Obama non ha alcuna intenzione di commettere gli stessi errori di Bush, allorché decise di attaccare l'Iraq come un cowboy solitario senza il pieno appoggio dei suoi alleati.
 
Benny Manocchia

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