Inchiesta Bari/ Berlusconi: sui giornali spazzatura e falsità

Mercoledì, 17 giugno 2009 - 18:00:00

Il quotidiano di Via Solferino intervista inoltre una ragazza, Patrizia D'Addario, che racconta (sostenendo di avere registrazioni che lo provano) di aver ottenuto denaro e una candidatura alle elezioni baresi dopo due feste a Palazzo Grazioli. Un'indagine che, si legge sul giornale, "agita e rafforza l'idea del complotto nell'entourage del presidente del Consiglio".

Intanto, fonti ufficiose della Procura di Bari confermano che è in corso un'indagine per induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna. L'inchiesta, che coinvolge Gianpaolo Tarantini responsabile con il fratello Claudio della Tecnohospital, società barese che si occupa della fornitura di tecnologie ospedaliere, sarebbe scaturita da elementi acquisiti nell'ambito di accertamenti per presunti episodi di corruzione relativi a forniture di protesi.

Nell'inchiesta si ipotizza che l'imprenditore abbia contattato e inviato in residenze private alcune ragazze. Il titolare delle indagini è il pm Giuseppe Scelsi, che nell'inchiesta originaria ipotizza i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Queste ipotesi criminose vengono contestate ai due imprenditori in concorso con Silvia Tatò, titolare di alcuni centri di riabilitazione, e a Vincenzo Patella, primario di ortopedia del Policlinico di Bari.

CAPEZZONE: C'E' CHI ALIMENTA CLIMA MEFITICO - "Da Noemi a Patrizia, da Repubblica al Corriere, da D'Avanzo alla Sarzanini. Cambiano protagonisti, testate e firme, ma la sostanza è sempre la stessa: un mix di voci e indiscrezioni dalle procure, storie presentate o presentabili come poco chiare, e il tentativo di rimettere il premier al centro di una situazione sgradevole". Lo afferma Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà. "Da tempo - aggiunge - ho descritto il 'piano b' scelto da questi signori. Svanita la speranza dei soliti noti di disarcionare il presidente del Consiglio, dalla guerra aperta si è passati alla guerriglia, ad una strategia di avvelenamento quotidiano della discussione pubblica. L'obiettivo è chiarissimo: tenere Berlusconi sulla difensiva, e costringere il governo a dedicare l'80 per cento delle proprie energie a reagire a vecchie e nuove accuse, inchiodando la politica italiana a questa agenda di fango. Eppure - osserva - l'ottima prova elettorale del Pdl, il naufragio del Pd e le sue guerre intestine, il successo berlusconiano dell'incontro con Obama potevano suggerire un supplemento di riflessione e una revisione di questa strategia di ostilità permamente contro Palazzo Chigi. Ma - di tutta evidenza - così non è. Ma questi signori si sbagliano, perché - com'è ormai chiaro a tutti - gli italiani non cascano in questi tranelli".

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