Berlusconi scoppia e la Sinistra arranca
Come gitanti sorpresi da un inaspettato temporale, le opposizioni arrivano completamente impreparate all'evento tanto atteso e tanto auspicato, la caduta di un governo simile a un malato terminale che si estingue un po' ogni giorno e di una maggioranza che ormai fa acqua da tutte le parti.
Supponiamo che venerdì, come potrebbe accadere, il governo non incassi la fiducia, e supponiamo che Napolitano non riesca a formare un nuovo governo.
Ovviamente si andrebbe alle elezioni, e ci si aspetterebbe che le minoranze siano pronte ai blocchi di partenza per offrire - come avviene nelle normali democrazie - una affidabile, entusiasta e piena di idee, alternativa di governo a questo povero paese. La vedete?
Alla stregua di amanti beccati con le braghe alle caviglie perchè non hanno fatto in tempo a rivestirsi, i partiti di opposizione si ritrovano spiazzati dall'ipotesi che il governo cada. Il Pd è ancora diviso tra chi vuole le elezioni, chi vorrebbe un governo di transizione e chi vorrebbe cambiare la legge elettorale. "Vediamo gli sviluppi, vediamo tutti assieme", ha detto un Bersani dalle idee molto chiare, così chiare che non si vedono.
In generale, nessuno ha ancora deciso con chi allearsi, il centro viene sorpreso in mezzo al guado, il Pd non sa se guardare a Vendola e Di Pietro o a Casini, Montezemolo galleggia nell'aria, Fini sembra assopito. È come se nemmeno loro credessero più che Berlusconi potesse cadere, lo chiedevano stancamente ma non ci speravano. E ora che potrebbe accadere si ritrovano smarriti.
Il treno tanto atteso sta per passare, ma loro sono distratti al bar.
giuseppe.morello@affaritaliani.it


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