Pdl/ Latorre (Pd) ad Affaritaliani.it: Berlusconi non è il Demonio

Venerdì, 27 marzo 2009 - 15:31:00

E Silvio passò alla Storia Di Angelo Maria Perrino

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"Le autocritiche non fanno mai male se le si fanno con lo scopo di non commettere gli errori, che è comprensibile siano stati commessi, considerando il fatto che in questi anni abbiamo avuto dei momenti positivi ma anche delle sconfitte. Che devono far riflettere, così come i successi". Nel giorno del congresso del Pdl, Nicola Latorre, vicecapogruppo del Partito Democratico al Senato e braccio destro di Massimo D'Alema, sceglie Affaritaliani.it per riconoscere gli errori commessi dalla sinistra sul Cavaliere.
 
"Detto questo, certamente questi quindici anni sono stati segnati dalla presenza di Berlusconi e, forse, spesso più che interrogarsi su come cacciarlo ci si doveva interrogare di più sulle ragioni del consenso attorno a questa figura e alle sue posizioni. Ma io continuo a ritenere che incarni un'idea di questo Paese che non mi convince affatto. Anzi, ritengo che non consentirà all'Italia di essere competitiva come sistema. Per questo credo giusto continuare a battersi per costruire un'alternativa a questa idea. Ma a quell'idea bisogna opporne un'altra e non limitarsi a contestarla. Questo è il punto politico".
 
Secondo Latorre "oggi bisogna guardare con grande rispetto a questo passaggio politico, che però ha moltissime ombre. Al di là di una fusione tra due soggetti politici, sull'idea di come consolidare e rinnovare l'assetto democratico-istituzionale non c'è molta chiarezza, anche tenuto conto delle posizioni così antitetiche che si sono registrate in questi giorni tra vari esponenti autorevoli del Pdl. Noi siamo curiosi di ascoltare la relazione e il dibattito, ma c'è questo nodo irrisolto e non mi pare che dia sufficiente chiarezza sulla direzione di marcia di questa formazione politica, che è la più grande del Paese".
 
"La strada per sconfiggere Berlusconi è togliergli i voti, non ce n'è un'altra. La demonizzazione è un tema ampiamente alle nostre spalle e ormai appartiene soltanto a una minoranza, ma non demonizzare non può significare non contrastare con tutta la forza necessaria posizioni che consideriamo non positive. L'anti-berlusconismo fa parte del passato, adesso c'è un'opposizione all'idea del funzionamento delle istituzioni. Su questo bisogna contrastare il Centrodestra. E lo si sconfigge non evocando il Demonio ma sottraendogli i voti".

FERRERO (PRC) AD AFFARITALIANI.IT: ANTI-BERLUSCONISMO DI CONTENUTI E NON DI DEMONIZZAZIONE DELLA PERSONA - "Non si può trattare la sinistra come se avesse detto tutta la stessa cosa". Nel giorno dell'avvio del congresso fondativo del Popolo della Libertà, il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, analizza con Affaritaliani.it il rapporto tra la sinistra italiana e il Cavaliere negli ultimi quindici anni. "C'è un anti-berlusconismo che poi in realtà ne condivide degli aspetti di contenuto... completamente inefficace. Mi riferisco a chi è anti-berlusconiano e poi vota o si astiene sul federalismo fiscale, piuttosto che discute sul testamento biologico o non si pronuncia sulla riforma della contrattazione. Quello lì è un'anti-berlusconismo sterile".
 
"Poi - prosegue il leader del Prc - c'è un'altra parte di sinistra che ha avuto e ha un'anti-berlusconismo di contenuti e non di demonizzazione della persona. E' contro il premier ma anche contro Confindustria e, quando serve, contro il Vaticano. Non contro la persona ma contro le sue politiche che sono di estrema destra. Perché il berlusconismo è l'ipotesi più di destra che ci sia in questo momento al governo in Europa, in quanto non ha confini sulla destra mentre tutte le altre coalizioni conservatrici li hanno".
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