Insider Pdl/ Torna la pace tra Berlusconi e Fini. Ma...

Giovedì, 15 ottobre 2009 - 19:55:00

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

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"E' andato molto bene. Si è parlato dei temi caldi dell'agenda politica e delle prossime sfide. Piena sintonia. Ma non si è discusso di elezioni regionali". Così fonti molto vicine al presidente della Camera rivelano ad Affaritaliani.it i contenuti dell'incontro di tre quarti d'ora a Montecitorio tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. Al colloquio ha preso parte anche Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera, e avvocato personale dell'ex leader di Alleanza Nazionale. All'incontro erano presenti anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e Niccolò Ghedini,
avvocato del premier. Il faccia a faccia doveva tenersi la prossima settimana ma, nonostante i fitti impegni dei due leader del Popolo della Libertà, la decisione di incontrarsi è stata presa alla luce delle polemiche sulla Giustizia e sulle riforme istituzionale.

Un'accelerazione per tentare di riportare un po' di armonia nel Centrodestra, ancora scosso dal voto con l'opposizione della pattuglia finiana sul provvedimento contro l'omofobia. L'impressione è che il premier e il presidente della Camera, preso atto delle rispettive differenze, abbiano trovato un punto di intesa per rilanciare l'azione politica. Sulla Giustizia, come ha confermato anche il ministro Alfano, non ci sarà alcuna sottomissione dei pubblici ministeri all'esecutivo. D'accordo invece sulla separazione delle carriere dei magistrati. Il punto forte però sono le riforme costituzionali, sulle quali Fini ha chiesto le larghe intese.

Il Cavaliere, all'indomani dell'incontro a Villa Madama con Massimo D'Alema, sponsor del probabile futuro segretario del Partito Democratico (Pierluigi Bersani), starebbe ammorbidendo la sua posizione e, ascoltando i consigli di Umberto Bossi, sarebbe pronto a dialogare con una parte dell'opposizione (escluso Di Pietro) sulla revisione della seconda parte della Carta. C'è però il problema delle elezioni regionali. Berlusconi non ne ha parlato con Fini, ma ne ha parlato con il Senatùr nella cena di mercoledì sera. Fonti leghiste contattate da Affaritaliani.it parlano di una situazione d'impasse, praticamente tutto è ancora in alto mare.

Il Carroccio continua a chiedere con forza il Veneto, oltre al Piemonte, e il premier sarebbe anche disposto a sacrificare Galan in cambio del pieno sostegno padano alla riforma della Giustizia. Ma c'è da fare i conti con l'oste. E l'oste è il presidente della Camera. Tanto che in Via Bellerio si dice ormai che i vertici non sono più a due, Bossi-Berlusconi, bensì a tre. Perché bisogna includere anche Fini. E gli ex Alleanza Nazionale non sono assolutamente d'accordo con la candidatura di un leghista, probabilmente il ministro Luca Zaia, alla guida della Regione Veneto. Temono un ulteriore rafforzamento nella maggioranza del Carroccio. La soluzione è difficile da trovare, tanto che non si esclude una corsa separata all'interno del Centrodestra. Almeno in riva alla Luguna.
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