Berlusconi e le Europee/ Doppiare il Pd e battere la Lega

Lunedì, 23 marzo 2009 - 11:50:00


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SONDAGGIO/ Il premier: mi fa schifo quello che faccio. Meglio essere capo del governo o capo di Mediaset? Se fossi Silvio Berlusconi, che cosa sceglieresti?

All'indomani dell'ultimo congresso di Alleanza Nazionale e alla vigilia dell'assise fondativa del Popolo della Libertà Silvio Berlusconi è già concentrato sulle prossime tappe. In particolare sulle Europee e le Amministrative di giugno e quindi sulla campagna elettorale. I passaggi formali vanno espletati, fino in fondo. Con la retorica del battesimo di quello che punta ad essere il primo partito italiano per molti anni (Franceschini e successori permettendo). Ma il Cavaliere non ama più di tanto le celebrazioni. Se non in chiave mediatica, con tanto di inno, applausi, abbracci e lacrime.

Testa bassa e lavorare è l'ordine partito da Palazzo Chigi. Lavorare sul fronte del governo, ovviamente, in particolare per fronteggiare la crisi economica dopo il feeling ritrovato con la Confindustria di Emma Marcegaglia. Ma l'impegno in vista del prossimo appuntamento con le urne deve essere totale. Il premier ha intenzione di giocarsi fino in fondo la partita di inizio estate e di copiare quando già avvenuto (con successo) alle recenti Regionali in Sardegna. Scendere in campo in prima persona (sarà capolista in tutte le circoscrizioni alle Europee), battere ogni angolo e ogni provincia dell'Italia per affermare il dominio del Pdl.

Il primo obiettivo del presidente del Consiglio - confidano i suoi più stretti collaboratori - è quello di doppiare il Partito Democratico. Ipotesi circolata in Via dell'Umiltà 42 a 21%. Berlusconi ci crede, considerando la forte concorrenza dell'Italia dei Valori al Pd e la dispersione del voto a sinistra con la nascita della formazione di Nichi Vendola e il richiamo della falce e del martello del duo Ferrero-Diliberto. Un risultato di questo genere permetterebbe al premier di andare avanti spedito nell'azione di governo e di mettere a tacere le voci, dentro e fuori l'esecutivo, che chiedono insistentemente un dialogo con l'opposizione. Un'opposizione, a quel punto, che di fatto non ci sarebbe quasi più.

Demolita e frammentata. Da qui i continui appelli anti-Cavaliere di Franceschini. Il fondatore di Forza Italia - per quanto riguarda il voto amministrativo - spera poi in un colpaccio da novanta: strappare almeno una tra Bologna e Firenze al Centrosinistra. E stando ai sondaggi segreti che circolano nel quartier generale azzurro, sia nel capoluogo emiliano sia in quello toscano al momento l'ipotesi più accreditata è quella del ballottaggio. Quindi il piano è ambizioso sì ma non impossibile. Secondo punto della strategia berlusconiana è quella di fermare l'avanzata del Carroccio. Ignazio La Russa, ma anche Fabrizio Cicchitto, hanno parlato di una concorrenza interna al Centrodestra.

E il premier vuole evitare a tutti i costi che la Lega diventi il primo partito nelle regioni settentrionali. La battaglia più difficile per il Pdl è in Veneto, dove i sondaggi già danno il movimento del Senatùr in testa. Ma anche in Lombardia la partita è aperta. Come fronteggiare i padani? Muoversi sul territorio. Mettere in piedi - utilizzando soprattutto la capillare macchina organizzativa di An (più diffusa di Forza Italia) - gazebo, convegni, incontri con i cittadini e tutto quanto sia immaginabile per far capire all'elettorato indeciso del Centrodestra che per rafforzare il governo in un momento di crisi come questo occorre irrobustire il primo partito della coalizione e non il secondo. Su questo punto è totale l'intesa tra Fini e Berlusconi.

Anche perché se ci fosse il paventato exploit del Carroccio alle Europee (10% e/o oltre) sarebbe ancora più difficile per il Pdl tenere a bada gli affondi leghisti sulla sicurezza (vedi ronde) e sull'immigrazione. Ma al tempo stesso sarebbe anche più arduo portare a termine la riforma della Giustizia, considerando le perplessità e la voglia di dialogo con il Pd di Bossi. Insomma, per il premier si prepara la passerella e l'incoronazione a leader indiscusso del Popolo della Libertà. Ma il suo pensiero è già alle prossime settimane: doppiare i Democratici e battere la Lega ovunque è l'input più o meno segreto del Cavaliere.

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