Insider-elezioni/ La vera paura del Cavaliere è l'astensione

Mercoledì, 24 febbraio 2010 - 08:39:00


Che l'astensionismo sia un fenomeno che di solito colpisce soprattutto il centrodestra è un dato riconosciuto anche dai sondaggisti. Del resto le elezioni regionali già di per sé non portano tantissima gente alle urne, e per di più questa volta c'è da considerare anche la 'variabile impazzita'. "Questa campagna elettorale la sta facendo la magistratura", ha osservato Silvio Berlusconi con i suoi. Il premier, riferisce un 'big' azzurro che gli ha parlato al telefono, è sempre più preoccupato per l'antipolitica dilagante. "In questo modo - ha argomentato secondo quanto viene riferito - la gente non va a votare". Nessuna preoccupazione da parte del Cavaliere di una possibile 'rinascita' della sinistra. "Non ci sarà - ha spiegato -, il Pd si è consegnato nelle mani di Di Pietro e dei radicali". Il vero timore del presidente del Consiglio è l'astensionismo.

Raccontano che sulla sua scrivania ad Arcore abbia dei sondaggi allarmanti: se si votasse ora non andrebbe neanche il 60% degli aventi diritto, è la tesi del Capo del governo. "Un voto non contro il Pdl ma contro il sistema, contro la politica". Nei report del Cavaliere c'è una quota di indecisi - il 25% - che destinerà la vittoria in un senso o nell'altro. E allora Berlusconi, volente o nolente, ha deciso di spendersi in prima persona sul territorio. Il richiamo che ha intenzione di fare ha un unico obiettivo: la mobilitazione, la 'politicizzazione' del voto. Facile dunque che anche il prossimo appuntamento elettorale si trasformerà di nuovo in un 'referendum' pro o contro il Cavaliere. Il premier da diversi giorni ha lanciato il campanello d'allarme per una nuova 'disaffezione' dei cittadini verso la politica. E in questo senso non vedrebbe di buon grado anche le continue 'punture' di spillo di Gianfranco Fini. Si rischia di creare sconcerto nel nostro elettorato, è la riflessione fatta con i vertici di via dell'Umiltà.

Raccontano che il Cavaliere non avrebbe nascosto le sue perplessità sul momento del Pdl, come se fosse un esperimento andato male. Ma allo stesso tempo il premier, riferisce sempre chi gli ha parlato, è assolutamente determinato a "chiamare alle armi" il popolo del Centrodestra. "E' necessario l'impegno di tutti", continua a ripetere ad ogni esponente del partito. Venerdì sarà a Torino e poi dalla settimana prossima toccherà altre province, Napoli in testa. Del resto il presidente del Consiglio anche alla presentazione delle candidate del Pdl ha sostenuto che si tratta "di un test nazionale". Appunto di "una nuova scelta di campo". Ovvero pro o contro Berlusconi.

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