Berlusconi da Napolitano

Silvio Berlusconi salirà al Colle per incontrare Giorgio Napolitano. Ancora ignoti i motivi dell'incontro anche se voci che circolano negli ambienti della maggioranza parlano addirittra di possibili dimissioni. "Escludo nella maniera più assoluta che il premier Berlusconi si dimetta". Il ministro Gianfranco Rotondi sceglie Affaritaliani.it per smentire lo voci sull'incontro in programma oggi tra il presidente del Consiglio e il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, al Quirinale. L'esponente del Pdl poi attacca: "Non capisco perché, dopo tutti questi traumi che l'economia italiana ha avuto, qualcuno senta ancora il bisogno di gossip anti-italiano: far circolare queste voci allarmistiche è un'aggressione a un equilibrio molto precario che non è politico ma economico".
Rotondi poi lancia un'accusa clamorosa all'opposizione: "Non mi stupirebbe che dietro alcune dichiarazioni di agenzia ci sia in realtà qualche speculatore di Borsa. Nel senso che abbiamo già visto in passato - siamo adulti e vaccinati - politici che facevano vacillare il governo per giochi di Borsa. A questo punto cominciamo a crederlo". In sostanza sta dicendo che alcuni politici di Centrosinistra potrebbero invocare le dimissioni del premier per far soldi in Borsa? "Non mi stupirebbe affatto...".
Nel pomeriggio si è tenuto un vertice di maggioranza con lo stato maggiore della Lega, il premier e Fedele Confalonieri, Presidente di Mediaset e amico di vecchia data del Cavaliere. Nella residenza romana del premier sono ancora presenti il segretario del Pdl, Angelino Alfano, il ministro leghista Roberto Calderoli, i governatori di Veneto e Piemonte, Luca Zaia e Roberto Cota. A Palazzo Grazioli e' inoltre presente anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.
E Di Pietro torna ad attaccare con toni da guerra civile il presidente del Consiglio. "Prima che ci scappi il morto, mandiamo a casa questo governo". Antonio Di Pietro evoca scenari plumbei per ribadire la necessita' di un cambio a Palazzo Chigi e spiega dal suo blog che sara' domani, come peraltro molti pronosticano in queste ore, la giornata saliente: "Il governo e la sua maggioranza parlamentare non ci sono piu'. Domani sara' la cartina di tornasole per verificare se in Parlamento c'e' ancora qualche parlamentare di maggioranza che ha un po' di dignita' e di onore".
Al di la' di quelle che censura come "anomalie sul piano del diritto processuale penale", il leader Idv sottolinea che "interessa qui far rilevare la grande responsabilita' politica di un governo che non ha piu' nulla da dire o da dare e che, chiuso nel suo bunker" e "pensa di poter ancora governare il Paese mentre - avverte - nel Paese sta sbocciando la rivolta sociale".
Domani, spiega Di Pietro, "avremo a che fare con la richiesta di una misura cautelare, cioe' mandare in carcere l'on. Milanese, un deputato che prima era un alto ufficiale della Guardia di Finanza e che e' accusato di reati gravissimi contro la Pubblica amministrazione dalla Procura di Napoli. Il Parlamento deve decidere se dare l'autorizzazione all'arresto o meno. E' agli atti che non v'e' alcun fumus persecutionis, ne' alcun intento persecutorio. Lo ha dimostrato ancora ieri il gip di Napoli, dicendo che, a seguito delle ulteriori indagini svolte, si e' accertato che le dazioni di pagamento sarebbero avvenute a Roma e che, quindi, e' Roma la Procura competente".
"Domani pero' - prosegue l'ex pm - si rischia che la decisione del Parlamento venga assunta non per motivi di legge ma per motivi politici, 'siccome sei un parlamentare, noi non diamo l'autorizzazione all'arresto'. Il problema, come vedete, non e' solo Milanese. Il problema e' la degenerazione di questo Parlamento, di questa maggioranza parlamentare e del suo governo che, mentre il mondo brucia, mentre l'Italia va a pezzi, mentre il Paese ha bisogno di interventi urgenti in materia economica, sociale, di rilancio della produzione industriale e di diritti civili, tiene impegnato il Parlamento per dire no all'arresto di un deputato accusato di essersi macchiato di gravi reati. Tiene impegnato il Senato per dire che il presidente del Consiglio non puo' essere processato perche' Ruby Rubacuori, ai suoi occhi, era la nipote di Mubarak e, quindi, per salvare la dignita' di un capo di Stato, non voleva che fosse arrestata. Tiene impegnato il Parlamento per il 'processo lungo', cioe' per fare delle regole affinche' i processi non arrivino mai a sentenza e i delinquenti stiano sempre fuori, perche' questo serve a Berlusconi nel processo Mills. Tiene impegnata l'Aula - dice ancora - per ridurre o eliminare le intercettazioni telefoniche come strumento di investigazione".



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