Braccio di ferro nella maggioranza. La Lega: giù le mani dalle Province
Una priorità che Bossi si augura non venga frenata dall'ingorgo creatosi con l'esame di un numero elevatissimo di decreti legge. Nel corso della cena è stato anche fatto il punto sul pacchetto anticrisi, con l'analisi di possibili modifiche per accrescere gli aiuti alle famiglie. All'attenzione dei due leader e degli altri ospiti anche a questione di Sky, con la Lega che non escluderebbe, insieme ad An e ad alcuni settori di Forza Italia, una possibile apertura al dialogo in sede parlamentare con l'opposizione per modificare la normativa contenuta nel decreto legge anticrisi varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri. Una aperura che sarebbe però possibile solo nel caso in cui il Pd abbassi i toni dello scontro su questa materia, riportandoli, si sottolinea, nella normale dialettica politica.
Ma il tema caldo che rischia di divedere la maggioranza è la proposta di abolizione delle province. Il reggente di Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa, è convinto che si possa realizzare in tre anni ed è convinto di riuscire a convincere il Carroccio. Il provvedimento, in campagna elettorale, era stato sostenuto con forza anche dal Cavaliere, nell'ottica della riduzione delle spese e degli sprechi. Ma Bossi su questo fronte è stato chiarissimo: fino a quando la Lega sarà al governo non ci sarà l'abolizione delle province. Punto.
Per il movimento padano sono una sorta di baluardo sul territorio, soprattutto nella fascia pedemontana che va dal Piemonte fino al Friuli Venezia Giulia, passando per Lombardia e Veneto. Senza dimenticare che la guida delle amministrazioni provinciali consente di piazzare i propri uomini nelle società a partecipazione pubblica. Ma per la Lega sono anche un legame con la base, principalmente nelle storiche roccaforti. E il Senatùr teme che la mossa del Popolo della Libertà sia anche un modo per indebolire il legame del Carroccio con il territorio, che proprio nelle regioni settentrionali sta sottraendo non pochi consensi a Forza Italia e ad An. Berlusconi ha preso atto della posizione dell'alleato e per il momento ha rimandato il tutto a quando si discuterà delle riforme costituzionali. Ovvero non prima di qualche mese. Ma su questo i leghisti sono pronti a dare battaglia dentro e fuori il Parlamento, anche perché dopo aver lottato per anni per la costituzione della Provincia di Monza e Brianza ora non intendono fare passi indietro. Il premier, La Russa e Fini sono avvisati...



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