Berlusconi: "Attenuare il premio di maggioranza"
Se si va avanti cosi' rischiamo il logoramento, ci stiamo autodistruggendo. E' l'allarme che Silvio Berlusconi, riferisce chi e' andato a trovarlo ieri pomeriggio ad Arcore, ha lanciato ai 'big' del partito. Un'analisi che parte dal trend negativo che riguarda tutte le forze politiche, non solo il Pdl, ma che colpisce in particolar modo il partito di via dell'Umilta' che - secondo i 'report' in possesso del Cavaliere - perde consensi settimana dopo settimana e ora e' intorno al 23%. L'ex premier ha ripetuto che non puo' prendersi la responsabilita' di far cadere il governo, i cittadini non lo capirebbero. Per diversi motivi. Il primo e' che meta' del suo partito non lo seguirebbe e, a detta del Cavaliere, sarebbe poi gioco facile per Casini lanciare un'Opa sul Pdl e poi puntare a palazzo Chigi. Ma soprattutto - e' il ragionamento di Berlusconi - qualora si andasse alle urne allo stato attuale dei fatti sarebbe impossibile vincere, nonostante l'alleanza con la Lega. E allora l'intenzione e' quella di mettere mano alla legge elettorale, attenuando quel premio di maggioranza che ha permesso al Cavaliere di avere numeri consistenti in Parlamento, ma che un domani potrebbe premiare qualche altro partito. L'obiettivo e' ricercare convergenze per moidificare l'attuale legge, senza pero' scontentare la Lega.
Per tornare al centro del 'ring' l'ex premier ha dunque scelto il terreno della riforma della legge elettorale. L'indicazione e' attenuare il premio di maggioranza, cosi' - sottolinea un 'big' di via dell'Umilta' - "da mettere le mani avanti in caso di sconfitta e 'limitare i danni' impedendo a chi dovesse vincere al posto del Pdl di ottenere maggioranze bulgare". Non solo: per Berlusconi e il Pdl devono andare avanti anche le riforme istituzionali (questo uno dei punti principali dell'accordo con il Carroccio), con l'obiettivo di attribuire piu' poteri al premier e senza abbandonare l'idea di una riforma in senso presidenzialista. Ma tra le ipotesi in campo, c'e' anche quella di valutare se potrebbero sussistere le condizioni per aprire al proporzionale puro, modello su cui spinge l'Udc. Soltanto con un accordo in Parlamento la politica - ha sostenuto il Cavaliere con i suoi - puo' riprendersi la scena. Al momento il Cavaliere continua a restare alla finestra. Il problema - ha spiegato Berlusconi ai suoi interlocutori a villa San Martino - e' che continuando cosi' si rischia la debacle e allora la strategia e' di insistere sulla strada della 'differenziazione' dalle altre forze che sostengono il governo: non possiamo mostrarci supini all'esecutivo, abbiamo le nostre idee e le dobbiamo far valere, ha argomentato il Cavaliere, a partire dalla battaglia sulle liberalizzazioni.
Ma c'e' anche la questione della riforma del mercato del lavoro: Berlusconi e Bossi ne hanno discusso ieri ed entrambi i leader hanno convenuto sull'inaccettabilita' del 'doppio binario' da parte del governo. Duro con le esigenze e l'elettorato del Pdl, piu' morbido con il Pd (in via dell'Umilta' ancora non e' andata giu' la scelta di procedere con un ddl per il pacchetto lavoro). Berlusconi ha deciso nel vertice di ieri con il Senatur di 'monitorare' la situazione. I due si rivedranno lunedi' prossimo per vagliare le mosse e per valutare se ci sono le condizioni di interrompere la legislatura in estate: il leader leghista e' tornato a insistere sull'ex alleato affinche' stacchi la spina, ma l'ex premier ha chiesto a Bossi di avere pazienza: ora le condizioni per abbandonare Monti non ci sono, sarebbe un azzardo - avrebbe spiegato Berlusconi - controproducente. Pur se attenuate dagli ultimi incontri, le distanze tra i due restano. Giovedi' il Cavaliere rientra a Roma e riunira' lo stato maggiore del partito.
Il Cavaliere nei suoi ragionamenti non ha nascosto la preoccupazione anche per altri motivi, meno politici. Il primo e' il calo della pubblicita' (circa il 15%) per le aziende Mediaset, a cui si aggiunge il timore (ma anche l'irritazione) per l'intervento del governo in materia di frequenze tv. Il Cavaliere avrebbe, tramite alcuni contatti indiretti con esponenti dell'esecutivo, ricordato al governo che aveva avuto rassicurazioni sulla materia, ma dopo l'annuncio fatto da Passera e da Monti, la preoccupazione e' tornata a crescere. Nel Pdl si fa notare che la scelta di dilazionare la decisione sulle frequenze di 90 giorni, potrebbe essere anche una sorta di escamotage per 'vincolare' l'appoggio di Berlusconi al governo e eliminare la tentazione del Cavaliere di poter staccare la spina e andare al voto in primavera. Il secondo motivo di preoccupazione e' il futuro di Marcello Dell'Utri. Il 9 marzo e' attesa la sentenza della Cassazione sul senatore azzurro, condannato in primo grado a 9 anni e in appello a 7 per concorso esterno in associazione mafiosa. La sezione della Cassazione e' la stessa che ha condannato Cuffaro, ha spiegato il Cavaliere. L'ex governatore della Sicilia si trova a Rebibbia. Nelle scorse settimane ha ricevuto la visita di Pier Ferdinando Casini e di altri politici e ha spiegato di aver ultimato il suo libro di memorie. "Sono preoccupato - dice il deputato del Pdl, Amedeo Laboccetta - l'aria non e' certo tranquilla, contro Dell'Utri ci sono solo pregiudizi".


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