Referendum/ E' scontro tra Berlusconi e Fini
È stata anche confermata l'opportunità di una riforma del bicameralismo perfetto - ha reso noto il ministro per la Semplificazione - e, succesivamente, della legge elettorale. Una visione comune che rende, di conseguenza - ha aggiunto Calderoli - superfluo l'appoggio diretto al referendum. Intanto, Berlusconi e Bossi si spenderanno in prima persona per il sostegno dei candidati del Centrodestra ai ballottaggi. Nel corso della cena è stata anche fatta una valutazione delle elezioni amministrative giudicate dal leader del Pdl e della Lega "sorprendenti" per il numero di amministrazioni conquistate. Non ci sarebbe stato nessun riferimento alle candidature per le Regionali. Nessun via libera, inoltre, al sostegno dell'Udc al Centrodestra ai ballottaggi. "Pdl e Lega - ha spiegato Calderoli - vanno bene da soli".
"I CITTADINI NON RITIRINO LE SCHEDE" - Il Carroccio, forte del comunicato di Palazzo Chigi, torna a ribadire con forza il suo no al referendum. Il ministro leghista Luca Zaia chiede ai cittadini di astenersi dal voto. "I cittadini vadano a votare ai ballottaggi e, con grande coerenza, non ritirino le schede del referendum". La Lega, ha poi sottolineato l'esponente del Carroccio, "è un alleato leale in questa compagine. E nessun ministro ha intralciato il lavoro degli altri".
MA LA RUSSA NON CI STA - "I referendum - commenta il ministro della Difesa Ignazio La Russa - per loro natura attraversano gli schieramenti, le coalizioni e i partiti, è sempre stato così, quindi è corretto non dare indicazioni tassative, l'importante è non vietare nulla".
"PREMIER OSTAGGIO DELLA LEGA" - Dura la reazione del Pd al comunicato di Palazzo Chigi: i democratici accusano il premier di essere "ostaggio della Lega". "Come volevasi dimostrare - sostiene il senatore Giorgio Tonini - il premier molla il suo impegno sul referendum. Berlusconi ha una parola molto ondivaga, i suoi impegni della mattina non sono validi a sera. È evidente - attacca Tonini - che dopo il risultato elettorale deve privilegiare l'alleato Bossi del quale è sempre più ostaggio per assicurarsi l'impegno per i ballottaggi". Una posizione, quella di Tonini, condivisa anche dal presidente del Comitato promotore del referendum sulla legge elettorale Giovanni Guzzetta. "Bossi ricatta e Berlusconi segue", è il commento di Guzzetta. "Sono passate 24 ore dalle elezioni - continua - ed è evidente che Bossi ha già chiesto un posto in più in Rai, due Regioni e la rinuncia al referendum". Quanto all'opportunità, sostenuto dal ministro leghista Calderoli, di procedere a una riforma costituzionale e della legge elettorale, Guzzetta risponde: "Sono trent'anni che dicono che vogliono fare la riforma costituzionale, chissà perché se ne ricordano sempre prima dei referendum".



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