Un 2009 di fuoco per Berlusconi e Di Pietro
Venerdì, 2 gennaio 2009 - 12:59:00
Di Ricky Filosa
Il 2009 si apre gettando benzina sul fuoco nello scontro fra Silvio Berlusconi e Antonio Di Pietro.
Il presidente del Consiglio è sempre più deciso a far dividere l'opposizione, facendo in modo che il Partito Democratico di Walter Veltroni rompa una volte per tutte con l'Italia dei Valori. Lo scorso lunedì sera, nel corso della riunione a villa La Certosa con i quadri dirigenti sardi di Forza Italia, il Cavaliere ha raccontato soddisfatto: "Mi arrivano segnali chiari dalle 'teste illuminate' del Pd che non ce la fanno più a stare dietro all'Italia dei Valori, sono a un passo dal lasciarli andare per la loro strada. Questo vuol dire che abbiamo seguito la strada giusta, bisogna mantenere la linea dura con Veltroni finché non si decide a lasciare Di Pietro". Un obiettivo che fa senz'altro parte della strategia politica di Berlusconi, che sa che un'opposizione più spaccata è più debole, ma sa anche che con il Partito Democratico - libero da Di Pietro - sarebbe molto più facile portare avanti le importanti riforme che sono già in agenda per l'Italia e "che devono essere attuate", come ha sottolineato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo tradizionale messaggio di fine anno. E proprio Silvio Berlusconi - preceduto solo dall'irreprensibile Gianni Letta -, dopo il messaggio di Napolitano, è stato fra i primi a chiamare il presidente per congratularsi con lui per il suo terzo discorso di fine anno al Paese.
E se Silvio, a sentirlo, ha le idee chiare per quanto riguarda il futuro dell'Italia dal punto di vista economico e sociale, ma anche politico, Antonio Di Pietro sa solo che deve andare contro Berlusconi, su tutto e a prescindere, se vuole continuare a far crescere il consenso di una fascia di elettori verso il suo partito. E' per questo che Tonino inizia l'anno nuovo con una nuova iniziativa, che potremmo chiamare "No Berlusconi al Colle": "Noi dell'Italia dei Valori affermiamo che Berlusconi non puo' andare al Quirinale: dobbiamo convincere i nostri amici a condividere questa nostra battaglia". Quella di Di Pietro è, come spiega egli stesso, una "nuova campagna per la libertà e la democrazia del nostro Paese: non vogliamo Berlusconi presidente della Repubblica". Avete capito?
Ognuno certamente è libero di lottare per le cose in cui più crede: ci pare però che l'unica proposta del leader dell'Italia dei Valori sia sempre e solo un antiberlusconismo stupido e datato. Possibile che per l'ex pm Silvio Berlusconi sia arrivato a essere una ossessione così forte? No, di tutto si può dire di Di Pietro, tranne che sia stupido.



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