Proteste nelle principali città italiane contro la mancata estradizione del terrorista Battisti
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Proteste nelle principali città italiane contro la mancata estradizione di Battisti dal Brasile.
"Mi sono fatto l'idea che Battisti si sia vestito di una ideologia politica sulla sua realta' di criminale vero che operava nella maniera terribile che tutti sono venuti a conoscere". Cosi' il premier Silvio Berlusconi al termine dell'incontro durato circa mezz'ora con Alberto Torregiani, figlio di una delle vittime di Cesare Battisti, l'ex terrorista che il Brasile ha deciso di non estradare in Italia. Il premier che insieme al sottosegretario per l'attuazione del programma Daniela Santanche' ha incontrato Torregiani presso l'aeroporto militare di Linate, si e' presentato in un inusuale stile casual: in tuta da ginnastica blu. "La posizione del Governo su Battisti e' nota - ha ricordato il presidente - Torregiani mi ha raccontato il suo caso nella cruda realta' e mi ha molto impressionato".
Il premier ha poi proposto a Torregiani di recarsi a Bruxelles la terza settimana di gennaio per una conferenza stampa davanti ai giornalisti europei. Questo potra' contribuire "a rendere possibile l'attuazione di una giustizia da parte della Corte dell'Aia. Ci impegneremo a diffondere la verita'". E questo come ha spiegato il premier che ha manifestato la sua solidarieta' personale e quella del Governo ad Alberto Torregiani "non per spirito di vendetta, ma perche' si affermi una giustizia, che ogni volta che e' lesa e' una questione che riguarda tutti".
La proposta di una conferenza stampa a livello europeo e' stata prontamente accolta da Alberto Torregiani. Questi e' adesso partira' per la capitale dove si terranno una serie di iniziative per protestare contro la decisione dell'ex Presidente Lula di non estradare in Italia Battisti. Anche Torregiani, cosi' come il premier ha voluto sottolineare che le manifestazioni non hanno nulla a che vedere con il popolo brasiliano. "Dal Brasile mi scrivono in tanti - ha concluso Torregiani - e l'ottanta percento del popolo e' con noi per quanto riguarda l'estradizione. Sia chiaro che non andiamo contro il popolo brasiliano".
Intanto sul caso Battisti sarebbe intervenuta anche Carla Bruni. La moglie del presidente francese sarebbe intervenuta presso Lula chiedendo di proteggere il terrorista in quanto lei si sentiva in obbligo verso di lui''.
A rivelarlo durante SkyTG24 Pomeriggio e' stato Bruno Berardi, presidente dell'associazione familiari delle vittime del terrorismo ed esponente del partito di destra Fiamma Tricolore, che ha raccontato come la premiere dame lo avesse invitato a Parigi e che qui, alla presenza anche del segretario di Nicolas Sarkozy, avrebbe rivelato il suo intervento presso il presidente brasiliano, chiedendo anche di nonn svelare nulla a riguardo. Berardi ha ribadito le sue affermazioni, spiegando di non averne registrazioni ma di ''assumersi tutte le responsabilita' di quanto sta dicendo''. La Bruni, che in passato si era gia' interessata al caso di Marina Petrella, ex terrorista italiana fuggita in Francia, aveva sempre negato di aver aiutato anche Cesare Battisti.
A questo scenario ha immediatamente fatto seguito una dichiarazione indignata della Santaché secondo la quale, se fosse confermato che Carla Bruni si e' prodigata perche' non fosse concessa l'estradizione di
Cesare Battisti, la première dame si dovrebbe vergognare. "Considero Carla Bruni un cittadino e rispondera' alla propria coscienza", ha detto il sottosegretario intervistato a Sky Tg24. Detto questo "se lo ha fatto se ne deve vergognare",



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