Caso Battisti, Meloni: "Pronti a scendere in piazza"
Nel caso in cui Cesare Battisti non fosse estradato "a gennaio protesteremo in piazza insieme con Alberto Torregiani e i ragazzi di Giovane Italia. I giovani del Pdl sono già mobilitati". Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, in un'intervista alla Stampa, definisce "inaccettabile" sentire che "Battisti è un perseguitato" e che "in Italia non abbiamo un sistema giudiziario giusto e garantista".
![]() Giorgia Meloni |
"E' lo status di criminale politico che mi sgomenta - aggiunge il ministro -. Battisti è un volgare ladro e assassino. Ha organizzato degli omicidi per rubare soldi. Poi una volta in carcere ha cercato di darsi una copertura con la politica. Ma non ha nulla a che fare con un rivoluzionario".
Una decisione di Lula in favore dell'asilo politico "non sarà senza conseguenze", sottolinea Meloni. E l'Italia "dovrà far sentire la sua voce" anche "sull'opportunità della nomina" di cui si parla, del presidente brasiliano alla Fao, alla scadenza del suo mandato.
IN CELLA FINO A FEBBRAIO ANCHE CON VIA LIBERA LULA - Se, come sembra scontato, Luiz
Inacio Lula da Silva, nel suo ultimo giorno da presidente del Brasile, concedera' lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti, l'ex terrorista rosso restera' comunque in carcere almeno fino a febbraio. E anche allora non sara' detta l'ultima parola. Nel mentre, infatti, non solo potrebbe essere accolto l'eventuale ricorso del governo italiano ma il neo presidente, Dilma Roussef, che si insedia domani, potrebbe tenere fede al suo impegno, espresso a giugno, di "rispettare il parere del Tribunale Supremo Federale" a favore dell'estradizione di Battisti.
La scelta di Lula, infatti, rischia di aprire un ingorgo istituzionale con tanto di conflitto tra le istituzioni brasiliane, secondo la stampa brasiliana. La decisione di Lula, infatti, non chiude formalmente l'articolato iter giuridico per
liberare Battisti, condannato all'ergastolo in Italia per 4 omicidi. Dopo l'atteso no all'estradizione di Lula dal palazzo
presidenziale di Planalto il decreto sara' inviato al Tribunale Supremo Federale (Tsf): l'organismo che, a differenza
dell'Avvocatura generale, aveva cassato la concessione dello status di rifugiato politico concesso il 14 gennaio 2009
dall'allora ministro della Giustizia, tarso Genro.
Spettera' al presidente della piu' alta assise giudiziaria brasiliana, Cezar Peluso, (gia relatore del parere contro
Battisti) autorizzare la scarcerazione di Battisti. E Peluso ha annunciato che, prima di determinare il destino del
terrorista italiano, il Tsf dovra' verificare la congruita' al trattato tra Brasile e Italia delle motivazioni legali alla
base della decisione del presidente uscente. Il presidente ha gia' anticipato che la verifica potra' avvenire solo in sede plenaria e quindi non prima di febbraio perche' a gennaio iniziano in Brasile le ferie 'estive'.



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