Battista Bonfanti ad Affaritaliani.it: "Lusi teneva i soldi per sé. Alle sedi nemmeno una lira"
| Leggi la lettera che Battista Bonfanti scrisse a Enzi Bianco in cui annunciava che avrebbe votato contro il bilancio |
"La gestione del bilancio era privatistica. I soldi rimanevano a Roma e non venivano distribuiti sul territorio. Mi chiedo che cosa se ne facessero di tutti quei soldi visto che in periferia, Lombardia compresa, non c'erano i fondi per pagare l'affitto e il riscaldamento delle sedi”. E' la denuncia di Battista Bonfanti, ex coordinatore regionale lombardo della Margerita, che con un'intervista ad Affaritaliani.it, spiega come venivano gestiti i rimborsi elettorali del partito dell'allora segretario Francesco Rutelli. Battista Bonfanti è tra i firmatari dei ricorsi al tribunale civile che impugnavano la validità dei rendiconti del partito riguardanti il periodo 2007-2008.
Perché lei fece ricorso contro la validità dei rendiconto del partito?
"Ho sottoscritto quel ricorso per obiettivi politici: sono stato uno dei pochi che nell'assemblea di scioglimento della Margherita, che sanciva la confluenza dentro il Pd, ad opporsi. La ritenevo e la ritengo un'operazione sbagliata".
Fatta questa premessa...
"Uno dei modi per intralciare questa operazione era quello di sottoscrivere un'impugnativa contro il bilancio".

Lei non aveva sospetti sulla gestione del bilancio?
"Sospetti no, ma che la gestione del bilancio fosse privatistica, direi autarchica, questo sì. L'ho contestato più volte nelle assemblee. A suo tempo mandai una lettera raccomandata a Enzo Bianco in cui, pur non potendo partecipare a una riunione sul bilancio della Margerita, preannunciavo che se fossi andato avrei votato contro".
Intanto gli ex maggiorenti del partito da Rutelli in giù sostengono che non sapessero nulla della gestione dei soldi operata da Lusi. E' possibile?
"Che non sapessero nulla nello specifico tipo la questione dell'acquisto degli immobili da parte di Lusi, può anche darsi, ma che i soldi venissero gestiti con un approccio privatistico era di pubblico dominio".
In che senso privatistico?
"Più che gli affari della Margherita erano gli affari di Lusi. Il clima era quello: da segretario regionale contestai più di una volta che i finanziamenti non venivano ripartiti in modo equo sulle realtà regionali, provinciali e cittadine. Mi chiedo che cosa se ne facessero di tutti quei soldi visto che in periferia, Lombardia compresa, non c'erano i fondi per pagare l'affitto e il riscaldamento delle sedi. Lusi non doveva avere quei soldi nel senso che avrebbe dovuto spenderli per il partito".
Ma chi ha permesso a Lusi di gestire in questo modo i rimborsi elettorali?
"Non sono in grado di stabilirlo. So solo che le elezioni regionali portavano dei contributi in base al risultato dei rimborsi elettorali. Mi chiedo perché queste risorse non rimanevano in queste realtà e perché tutte le risorse confluivano a Roma”.
Daniele Riosa


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