Bashir spacca il mondo e mette a rischio la pace
| Darfur/ Bashir: Usa e Ue criminali Darfur/ L'Aja: arrestate Bashir. Ma il Sudan: un'ingiustizia |
Una situazione particolarmente delicata che rischia di trasformarsi in un vortice di polemiche e contro-accuse che potrebbe rendere ancora più instabile una regione già seriamente colpita dalla povertà. Bashir, accusato di crimini di guerra e contro l'umanità, si è detto pronto a recarsi in Darfur questa domenica; un viaggio più che altro volto a dimostrare il rifiuto del leader sudanese ad accettare la sentenza del Cpi.
''La Corte Penale Internazionale non cambierà i piani e i programmi del governo'', ha dichiarato Bashir, secondo un comunicato diffuso dall'agenzia SUNA. ''Il governo andrà avanti verso la pace e condurrà elezioni libere ed oneste'', ha spiegato. Il Sudan, del resto, ha già inviato un chiaro messaggio al mondo promettendo di spedire a casa 13 agenzie umanitarie accusate di aver collaborato con il tribunale dell'Aja. Le Nazioni Unite, gli Stati Uniti e l'Ue hanno risposto prontamente a questa provocazione esortando Bashir a revocare la decisione per il bene del popolo del Darfur. 
Ban Ki-moon, segretario generale dell'Onu, ha dichiarato che la mozione, se attuata, ''causerebbe danni irrevocabili alle operazioni umanitarie''. Ma la Cina, che in Sudan ha numerosi interessi economici, sembra il Paese più determinato a cercare di fermare il mandato d'arresto contro Bashir: membro del Consiglio di Sicurezza, sosterrà la risoluzione presentata dall'Egitto che chiede di posporre di 12 mesi l'esecuzione del mandato. Anche l'Unione Africana ha promesso che invierà una delegazione all'Onu per tentare di bloccare la decisione della Cpi e offrire, così, una ''chance di pace in Sudan''.
Intanto, per il secondo giorno consecutivo, oltre 5 mila persone si sono radunate nella piazza dei Martiri della capitale sudanese per denunciare le accuse mosse dal procuratore capo del tribunale dell'Aja Luis Moreno-Ocampo e per sostenere l'innocenza di Bashir. Secondo le Nazioni Unite, sono almeno 300 mila le persone ad aver perso la vita da quando è esploso il conflitto nella regione occidentale sudanese nel 2003. Luis Moreno-Ocampo, procuratore capo del tribunale dell'Aja, ha accusato Bashir di aver personalmente istruito le proprie forze affinché distruggessero tre gruppi etnici, i Fur, i Masalit e gli Zaghawa.



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