La base dell'Idv condanna Di Pietro. Il web incorona De Magistris
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![]() De Magistris-Di Pietro |
Tante le critiche contro l'appoggio a De Luca: "Buona prosecuzione del viaggio ma da oggi senza di me", scrive invece un altro deluso militante, Valzer. "Io non voterò il meno peggio. Chiaro?", taglia corto Giovanni Pascoli. "Appoggiare De Luca, rinviato a giudizio, significa legittimare Berlusconi, dell'Utri e Cuffaro. Anche l'Idv è diventata uguale al Pd. Purtroppo, non ci resta che Beppe Grillo", scrive Luca.
Tanti, troppi i commenti che criticano la svolta dell'Idv, da movimento a partito. "C'è qualcosa che non torna in tutta questa devozione al partito democratico caro Di Pietro....non ti hanno mai fatto un applauso a un tuo discorso in Parlamento......ti hanno sempre emarginato ..........e tu per la Campania che è una regione dissestata da tutti i punti di vista....fai crollare i consensi di IDV a livello nazionale! Ma che logica è? Così anche IDV fa il gioco di Berlusconi solo che lo fa ancora più stupidamente..... perché il popolo che ti ha seguito sin qui è molto più idealista dei delegati che erano presenti al congresso e valgono sicuramente di più le critiche e le intenzioni in internet che una alzata di mano acclamativa modello Forza Italia", scrive tale Dicotutto.
La candidatura di De Luca rischia di spaccare il partito. "Mi dispiace, ma la Campania è persa, c'è poco da sperare! La scelta sconsiderata di appoggiare De Luca ha messo la parola fine ad una pur flebile possibilità. Di Pietro è arrivato al capolinea e l'IDV, se vorrà essere ancora un soggetto politico credibile, dovrà solo sperare sulle sue dimissioni, sostituito da De Magistris", scrive Anna Maria Aprili. "Mi associo anch’io. Non posso più sostenere Antonio di Pietro e IDV; non andrò più a votare. Peccato, avevo avuto un po’ di speranza in Di Pietro. Certo che se in IDV ci sono tipi alla Tom Joad, meglio starne alla larga. Peccato", sentenzia Sante Marafini.
E come lei tanti altri vedono la "svola di Salerno" come la fine del sogno dell'Idv. Un partito fuori dalle logiche del Palazzo, anche se in molti hanno criticato la mancanza di democrazia al suo interno. Che fa sua la campagna di Beppe Grillo: fuori i condannati dal Parlamento, salvo poi appoggiare De Luca. Insomma L'Italia dei Valori non è più un movimento, ma un partito di lotta e di governo che abbraccia così tutte le contraddizioni del Palazzo.



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