Elezioni oggi/ Pdl trafitto dall'astensione, Pd in vetta. Perde punti anche la Lega

Mercoledì, 3 agosto 2011 - 11:20:00
E se si andasse a votare oggi? Quale sarebbe il destino dei nostri partiti? Ecco cosa rivela il Barometro Politico di agosto di Demopolis sul peso dei partiti in Italia: solo un quarto degli italiani ritiene che l’operato del Governo Berlusconi negli 12 mesi sia stato in linea con le reali esigenze del Paese. L’insoddisfazione dei cittadini per l’attività dell’Esecutivo pesa sul PDL (26%) che risulterebbe oggi fortemente penalizzato dall’astensionismo in caso di elezioni anticipate.   L’indagine Demopolis sulle intenzioni di voto degli italiani fotografa un vantaggio del Centro Sinistra alla Camera. Se ci recasse oggi alle urne, il PD sarebbe, con il 28%, il primo partito del Paese. La Lega, per la prima volta dalle Europee, è sotto il 10%. Il Terzo Polo, con il 12,5%, possibile ago della bilancia al Senato. Il Movimento 5 Stelle di Grillo sfiora la soglia del 4%.

1 BarometroPartiti500

Sintesi.
Il rallentamento dell’attività di Governo e la prolungata assenza di risposte alla profonda crisi economica ed occupazionale che vive il Paese pesano soprattutto sul consenso dell’asse Bossi-Berlusconi, che risulterebbero entrambi fortemente penalizzati dall’astensionismo in caso di elezioni anticipate. Solo un quarto degli italiani, intervistati dall’Istituto Demopolis, ritiene che l’operato del Governo Berlusconi negli 12 mesi sia stato in linea con le reali esigenze del Paese: il 75% esprime invece una valutazione decisamente critica, denunciando un netto divario tra le priorità dei cittadini ed i provvedimenti dell’Esecutivo. I referendum hanno rivelato in Italia un profondo cambiamento nel clima d’opinione che ha determinato, in poche settimane, un ribaltamento nei rapporti di forza tra i due principali partiti del Paese. Secondo i dati del Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, il PDL – se ci recasse oggi alle urne – si posizionerebbe al 26%. Il Partito Democratico si attesterebbe invece al 28%, divenendo - per la prima volta dalla sua nascita - il primo partito italiano.  La crescente insofferenza ed insoddisfazione dei cittadini nei confronti del Governo premia, ben oltre i propri meriti, il PD di Bersani che però, sia pur rafforzato, non riesce ancora a porsi, con determinazione, alla guida di una coalizione di Centro Sinistra capace di rappresentare, agli occhi degli elettori, una credibile alternativa all’attuale maggioranza.

2.PD PDL500

Secondo il Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, l’IdV di Di Pietro, in ripresa dopo il referendum, si attesta al 6,1%; Sinistra, Ecologia e Libertà di Nichi Vendola al 7,4%; complessivamente al 3,4% gli altri partiti minori di Centro Sinistra (FdS, Bonino-Pannella, PSI, Verdi, ecc). Il clima di sfiducia nei partiti determina anche una crescita del Movimento 5 Stelle di Grillo che sfiora la soglia del 4%. Sul fronte opposto, il PDL – se si votasse oggi – passerebbe dal 37,4% delle Politiche 2008 all’attuale 26%, con una perdita di oltre 10 punti percentuali ed una emorragia di 4 milioni di voti: sintomo di delusione, ma anche di un profondo disorientamento dell’elettorato.  Secondo l’analisi di Demopolis sui flussi elettorali, su 100 elettori che avevano scelto il PDL nel 2008, soltanto in 69 riconfermerebbero oggi il voto per il Partito del Premier. Un segmento del 5% opterebbe per la Lega di Bossi; 6 su 100 voterebbero per Futuro e Libertà, 2 per l’UDC di Casini, 3 per Forza del Sud o altre liste meridionali. Ma la parte più significativa, il 15% di quanti avevano votato per il PDL nel 2008, resterebbe probabilmente a casa. 

Il PDL, in crisi di identità, appare alla ricerca di un futuro: anche oltre Berlusconi. Una scommessa molto difficile ed ambiziosa per il neo segretario Angelino Alfano, che nel 2008 in Sicilia – da coordinatore regionale – portò il PDL oltre il 46%. Stretta nel patto di Governo, pure la Lega – incapace di cogliere il malcontento e l’insoddisfazione progressiva di ampi segmenti della propria base – risulta punita dai propri elettori e, per la prima volta dalle Europee, scende al di sotto della soglia del 10%: con una perdita (evidenziata dal trend dell’Istituto Demopolis) di oltre tre punti percentuali negli ultimi 6 mesi. La Destra di Storace si attesta all’1,3%; i movimenti meridionali alleati del Premier (Forza del Sud di Miccichè, PID di Romano, Io Sud, Noi Sud, ecc) sfiorerebbero oggi il 2%. Solo una minima parte del voto in uscita dal PDL confluirebbe sul partito di Gianfranco Fini: il peso oscillante di Futuro e Libertà, in discesa nei consensi ed attestato al 3,4%, risulta molto condizionato dal ruolo e dall’esposizione mediatica del suo leader e fondatore. Decisamente più stabile l’UDC di Pierferdinando Casini, posizionata al 7%. Con l’API di Rutelli all’1,1% e l’MpA di Raffaele Lombardo all’1%.

3.trend Lega500

Se ci recasse oggi alle urne per le Politiche – secondo il Barometro Politico sulle intenzioni di voto degli italiani, realizzato per il settimanale l’Espresso dall’Istituto Demopolis – il Centro Sinistra, se unito, conquisterebbe la maggioranza dei seggi alla Camera, attestandosi intorno al 44% e superando il CD (39%) di circa 5 punti. L’attuale sistema elettorale non permetterebbe però al Centro Sinistra di ottenere la maggioranza a Palazzo Madama. Il Terzo Polo, con il 12,5%, nonostante un certo indebolimento registrato nelle ultime settimane, potrebbe esercitare, quale ago della bilancia al Senato, un ruolo determinante per la futura governabilità.  “Resta molto consistente, intorno al 26%, il partito dell’astensione – sostiene il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento - ma soprattutto il numero degli incerti, di quanti – di Centro Destra o Di Centro Sinistra – appaiono oggi indecisi sulla scelta da compiere nell’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne. I due terzi dei cittadini intervistati – conclude Pietro Vento - appaiono anche molto preoccupati per gli effetti della manovra finanziaria del Governo e per il prolungarsi della crisi economica ed occupazionale nel nostro Paese: un dato che da molti anni non si rilevava così elevato”.  La fotografia del voto, scattata da Demopolis agli inizi di un mese di agosto che, a partire dal caso Tremonti, si preannuncia politicamente caldissimo nei palazzi romani, appare destinata a modificarsi nelle prossime settimane, sulla base dell’evoluzione degli scenari nazionali.  Approfondimenti e metodologia completa su: www.demopolis.it   
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