Bari/ I carabinieri nelle sedi dei partiti del Centrosinistra

Giovedì, 30 luglio 2009 - 19:59:00


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Terremoto in Puglia e nel Centrosinistra. I bilanci di Pd, Socialisti, Prc, Sinistra e Libertà, e Lista Emiliano sono stati acquisiti dai carabinieri a Bari nell'ambito dell'indagine del pm Desirè Digeronimo sul presunto intreccio tra mafia, politica e affari nella gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario.

"Tutte le attività che producono controllo della legalità devono essere sempre benvenute". Il Governatore della Puglia Nichi Vendola commenta così con Affaritaliani.it il blitz dei carabinieri nelle sedi dei patiti di Centrosinistra.

Tedesco
Alberto Tedesco-Nichi Vendola

"Hanno acquisito i bilanci dei partiti, quindi, mi pare un fatto positivo poter accertare immediatamente sulla base della documentazione se vi sono delle pezze d'appoggio a un'ipotesi accusatoria che a me sembra molto forte e anche un po' azzardata". Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà, lo ha detto, a margine di una conferenza stampa sui Fondi FAS, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sugli ultimi sviluppi giudiziari emersi nell'ambito dell'inchiesta sulla sanità pugliese. "I reati vengono commessi dalle persone - ha sottolineato Vendola - vanno accertati i reati e vanno perseguiti duramente. Immaginare che gli schieramenti politici in quanto tali, da un lato e dall'altro, possano essere delle organizzazioni criminali, per immaginare questo ci vogliono robuste e numerose pezze d'appoggio".

Secondo Vendola "bisogna guardare con molta cautela alle indagini, lasciare che la magistratura faccia fino in fondo il proprio dovere, senza interferenze, e aspettare che alle ipotesi di reato seguano, poi, i dibattimenti e la prova, o il giudizio. C'è qualcuno che, invece, ha troppa fretta di emanare sentenze quando siamo soltanto all'inizio di un procedimento che, invece, e' complesso e delicato e va rispettato". Sempre secondo il presidente della Regione Puglia "naturalmente, l'attività di accertamento della verità, l'esercizio di controllo della legalità, dal mio punto di vista è sempre una buona notizia. Ogni volta - ha insistito - che si scopre un fatto brutto va colpito e se c'è un'ombra va accesa una luce, perché quell'ombra non ci sia più. Una volta che si accende la luce, poi bisogna vedere tutta la verità e la verità puo' essere anche che chi è stato indagato, poi, viene prosciolto, si trova in una condizione differente". Sulla possibilità di eventuali iniziative politiche come il rimpasto della Giunta regionale di alcune settimane fa il presidente ha risposto: "assolutamente no. Credo che siamo sereni, dobbiamo essere sereni: i partiti - ha aggiunto - poi devono rispondere per quello che viene loro concretamente addebitato. Relativamente ai partiti che hanno coinvolto direttamente la mia persona posso escludere con tranquilla coscienza qualunque ipotesi di coinvolgimento in fatti illeciti".

Oltre ai bilanci dei partiti i carabinieri hanno acquisito anche tutta la documentazione relativa ai contratti e ai rapporti "intrattenuti dai partiti con gli istituti di credito".

Dalle indagini del pm della Dda di Bari Desirè Digeronimo sarebbe emerso il sospetto che i partiti del centrosinistra regionale dal 2005 ad oggi avrebbero favorito determinati imprenditori a cui avrebbero affidato appalti e servizi nel settore sanitario finanziati con danaro pubblico. Gli imprenditori, a loro volta, avrebbero girato parte del danaro ottenuto ai partiti del centrosinistra, finanziandoli. Anche questa ipotesi investigativa si baserebbe su intercettazioni telefoniche.

Sono una quindicina, tra cui l'ex-assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, recentemente subentrato al Senato dopo l'elezione del senatore De Castro al Parlamento Europeo, gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla sanità pugliese. Tedesco si dimise il 6 febbraio scorso ancor prima di ricevere un avviso di garanzia e fu immediatamente sostituito nella giunta regionale da Tommaso Fiore. In particolare l'inchiesta, con una quindicina di indagati tra dirigenti regionali ed imprenditori, investe un presunto intreccio tra politica e affari - da qui anche le verifiche che sarebbero in corso sui finanziamenti in occasioni delle campagne elettorali relative alle ultime comunali di Bari e delle regionali del 2005 - nella
gestione di servizi e prodotti per la sanità.

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