Islam, Obama: la democrazia non s'impone

Mercoledì, 3 giugno 2009 - 09:37:00


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Barack Obama cerca un nuovo inizio con i Paesi musulmani. Una po­litica che eviti quelli che lui defi­nisce "i malintesi", aiuti a dif­fondere i principi di democra­zia, con gli Stati Uniti a fare da modello ma senza "imporre i propri valori". Un cambiamento a 360 gradi rispetto alla dottrina Bush senza però offrire scuse per quanto avvenuto in passa­to. Concetti espressi ai microfo­ni della Bbc alla vigilia della mis­sione che lo vedrà al Cairo e in Arabia Saudita, quindi in Europa. Un viaggio importante che ha spinto l’ideologo qaedi­sta Ayman Al Zawahiri a uscire allo scoperto. Con un intervento su Internet il terrorista ha accu­sato il presidente di aver già lan­ciato "messaggi di sangue" con i recenti attacchi contro i mili­tanti a Swat (Pakistan) ed esor­tato i connazionali ad agire con­tro "il criminale".

Al Zawahiri rivela il timore degli estremisti per le iniziative di Obama. "Credo che sia peri­coloso quando gli Stati Uniti o un qualsiasi altro Paese afferma­no di poter imporre i propri va­lori a Stati che hanno storia e cultura diversi", ha dichiarato aggiungendo però che Washin­gton continuerà a incoraggiare il mondo arabo ad abbracciare i principi di democrazia e libertà d’espressione. E in questa spin­ta gli americani devono diventa­re un simbolo. Ecco perché, ha sottolineato, la "chiusura di Guantanamo è tanto difficile quanto importante".

Parole che vorrebbero tranquillizzare quanti temono le intromissioni statunitensi: Obama si è sottratto al giudizio sui metodi anti-democratici del presidente egiziano Muba­rak, ma ha riconosciuto il suo impegno in sostegno della pa­ce. Strettamente legato a questo approccio è la gestione del dos­sier palestinese. Per questo Oba­ma ha rilanciato la soluzione dei "due Stati", in quanto è nel­l’interesse di tutti, Israele com­preso. "Vogliamo rimettere il negoziato sui binari", ha detto. Quando gli è stato chiesto una sua valutazione del no di Geru­salemme al congelamento delle colonie, il presidente ha invita­to alla "pazienza" nel cercare una soluzione diplomatica. La medesima tattica che la Casa Bianca vuole usare con l’Iran. Partendo dai segnali. Quest’anno, per la festa nazio­nale americana del 4 luglio, le ambasciate sono state autoriz­zate ad invitare diplomatici ira­niani. Un piccolo gesto ribattez­zato dai media "la politica del­l’hot dog". Poi la sostanza. "Cre­do che l’Iran abbia legittime preoccupazioni in campo ener­getico e legittime aspirazioni — ha osservato Obama —. Dal­l’altro lato però è interesse del­la comunità internazionale per­ché metta da parte le sue ambi­zioni per l’arma nucleare". Di nuovo, la risposta è un negozia­to, "duro e diretto" che possa portare, senza fissare "calenda­ri artificiali", a risultati entro "la fine dell’anno".

Mali, Al Qaeda nel Maghreb annuncia l'uccisione di un ostaggio britannico

Al Qaeda in Maghreb ha annunciato l'esecuzione di un britannico in ostaggio dallo scorso gennaio. Edwen Dyer, turista inglese, si legge in una nota sul web rilanciata dagli analisti del Site "è stato ucciso il 31 maggio poiché nessuna risposta è venuta dalla Gran Bretagna che sembra non avere a cuore le sorti dei propri cittadini".

"Un barbaro atto di terrorismo", così il premier britannico Gordon Brown ha condannato l’uccisione di Edwin Dyer. Dyer rapito in Niger, era tenuto prigioniero in Mali. Il 21 maggio Al Qaeda aveva deciso di concedere alla Gran Bretagna un rinvio di 10 giorni dell'ultimatum per la liberazione di Abu Qatada, ex braccio destro di Osama bin Laden in Europa, chiesta in cambio del rilascio dell'ostaggio. L'ostaggio faceva parte di un gruppo di quattro turisti europei rapiti tra Niger e Mali lo scorso 22 gennaio. Le due donne tra loro, la tedesca Marianne Petzold e la svizzera Gabriella Burco Greiner, erano state liberate lo scorso aprile in Mali.

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