Avvenire, Feltri e "il dramma della Chiesa italiana"

Sabato, 29 agosto 2009 - 14:12:00

Vittorio Feltri
Vittorio Feltri


Dino Boffo? Per la Chiesa l’omosessualità è un peccato mortale Di Gianni Pardo
"Non conosco le vicende di Dino Boffo, ma so quale sia il significato politico della direzione di Feltri a Il Giornale, cioè all'organo politico di Berlusconi. Con tutta l'allegria che mi può fare Feltri, è una dichiarazione di guerra contro tutto e tutti. Un presidente del Consiglio che, su queste vicende, è deciso a usare tutti i mezzi a sua disposizione per difendersi con la massima forza e con la massima energia. Vedi anche la querela a La Repubblica. Questo è il succo della questione". Massimo Cacciari sceglie Affaritaliani.it per commentare lo scontro tra Il Giornale e il direttore dell'Avvenire.
 
"Dopodiché, al di là delle vicende di cronaca, è del tutto evidente che vi sia una distonia culturale, antropologica e di fondo tra la posizione della Chiesa e la posizione attualmente maggioritaria nel Centrodestra. Potrà essere coperta per ragioni di convenienza per certi periodi, ma ormai la dissonanza è totale e irrimediabile. Sulla questione della sicurezza - prosegue il sindaco di Venezia - l'agenda del Centrodestra la detta la Lega e la posizione del Carroccio non potrà mai essere accordata con quella della Chiesa, per quanto quest'ultima possa fare salti mortali, triple capriole e per quanto su certe questioni possa avere convergenze con il Centrodestra, ma solo per ragioni del tutto strumentali o opportunistiche. La Chiesa italiana vive anche questo dramma adesso: la coalizione politica che gli può essere più vicina per ragioni tattiche è la più drasticamente lontana sulle questioni culturali e valoriali di fondo. E questo è un ulteriore dramma per la Chiesa italiana". 

Dichiarazione di Franco Monaco, ulivista Pd: "Cacciari ha centrato i due problemi di sostanza. Primo: Berlusconi, che ha fortissimamente volulto Feltri alla direzione del Giornale, è disperato e deciso a dichiarare guerra a tutto e a tutti, Chiesa compresa. Secondo: non ci sono tatticismi e ragioni di convenienza che tengano, Berlusconi e il berlusconismo sono, in radice, l'esatto contrario del cristianesimo e sono destinati a entrare in rotta di collisione con la Chiesa. La verità si è fatta manifesta a dispetto della strumentalità e dell'ipocrisia di quanti vorrebbero tenere il piede in due scarpe. Sorprende che ci sia voluto tanto a comprendere un'evidenza".

Bagnasco (Cei): attacco disgustoso a Boffo

Prima ha taciuto, per un intero giorno. Poi ha parlato in modo chiaro: "L'attacco che è stato fatto al dott. Boffo direttore di Avvenire è un fatto disgustoso e molto grave". L'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, ha deciso di intervenire prima di celebrare la messa per la festa del santuario della Madonna della Guardia. "Rinnovo al direttore di Avvenire tutta la stima e la fiducia mia personale e quella di tutti i vescovi italiani e delle Comunità cristiane", ha poi aggiunto l'arcivescovo di Genova.

L'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, non aveva voluto rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti che lo aspettavano questa sera alla partenza del pellegrinaggio a piedi della vigilia della Festa della Madonna della Guardia alle pendici del Monte Figogna.

Continua la guerra Giornale-Avvenire

Vittorio Feltri non molla la presa: con un editoriale su 'Il Giornale' prosegue la sua polemica contro Dino Boffo. Feltri osserva che il direttore dell'Avvenire "non ha smentito una riga di quanto scritto, e non poteva farlo, perché la notizia che lo riguarda è vera". Quindi l'affondo di Feltri sulla Cei. "La Cei, non senza imbarazzo, ha espresso generica e formale solidarietà a Boffo; non poteva fare diversamente. Forse non era al corrente del vizietto del suo portavoce giornalistico e, quand'anche fosse stata informata, sperava non sarebbero uscite indiscrezioni e ora, colta alla sprovvista, deve riflettere sul da farsi".

Nessun titolone a piena pagina, solo un box sobrio in prima pagina, ed un articolo interno a pagina 11, per respingere l'attacco ed esprimere solidarietà al direttore: così appare sabato Avvenire. "Sia chiaro che non mi faccio intimidire, per me parlano la mia vita e il mio lavoro", scrive Boffo. "Al direttore del Giornale ora l'onere di spiegare perché una vicenda di fastidi telefonici consumata nell'inverno del 2001 e della quale ero stato io la prima vittima, sia stata fatta diventare oggi il monstre che lui ha inqualificabilmente messo in campo. Nella tristezza della giornata la consapevolezza che le gravi offese sferratemi da Vittorio Feltri faranno serena la mia vecchiaia".

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