Avances di Paglino a tre croniste. Ecco chi sono
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Ma chi sono le tre croniste "vittime" di Paglino? Fiorenza Sarzanini, cronista giudiziaria e inviata del Corriere della Sera, è stata la prima a rivelare il filone escort partito da Bari e arrivato a Palazzo Grazioli. La scorsa estate riferiva di un imprenditore barese (Tarantini, ndr) che "al telefono parlava di feste con le ragazze dal premier" (17 giugno 2009). E' lei ad aver intervistato per prima Patrizia D'Addario, la escort che ha partecipato alle feste e che ha passato la notte a Palazzo Grazioli. Sul quotidiano milanese sono anche finiti i verbali dell'interrogatorio di Gianpaolo Tarantini, che ha portato il pubblico ministero Scelsi a recarsi alla redazione del Corriere del Mezzogiorno, dorso locale del Corriere della Sera per cercare le carte.
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Patrizia D'Addario
LE IMMAGINI
Anche Conchita Sannino ha seguito il filone escort sull'inchiesta di Bari ma dalle colonne di Repubblica. Ha scritto sulle indagini su Lea Cosentino, il direttore generale dell'azienda sanitaria di Bari, la "lady Asl" e sulle escort oltre che a Palazzo Grazioli, anche a Villa Certosa in Sardegna.
A scrivere su Libero della D'Addario è invece Roberta Catania. Già perquisita insieme al collega de Il Fatto, Antonio Massari, per ordine della procura di Perugia che procedeva contro ignoti per violazione del segreto istruttorio. L’operazione scaturì dalla pubblicazione, su entrambi i giornali, di stralci dei verbali dell’interrogatorio del capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, avvenuto il 6 aprile scorso davanti ai pm Sergio Sottani e Alessia Tavernesi.
Roberta Catania fu fatta denudare da un carabiniere donna in un vano riservato e fu a copiata la memoria del computer. Antonio Massari aveva già subito una perquisizione presso la propria abitazione da alcuni funzionari della Digos. In quella circostanza gli furono sequestrati computer e cellulari. Massari infatti è stato autore dello scoop dell’indagine di Trani sulle pressioni esercitate dal premier Berlusconi sulla Rai e Agcom per chiudere alcuni programmi a lui sgraditi, primo fra tutti Annozero di Santoro.
Ma come avvenivano gli appuntamenti tra il colonnello e le croniste? L’ufficiale della Gdf dava appuntamento in un bar ad una cronista, la stessa che riceveva le sue avances, per farle fotografare gli atti investigativi. La giornalista, in tutta fretta, faceva il suo lavoro tornando in redazione con il prezioso contenuto della sua macchinetta digitale. Il tutto però è stato immortalato con un’altra macchina fotografica da parte degli agenti dello Sco, che hanno incastrato così Paglino, indagato per peculato.



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