Austerity al Quirinale. Napolitano rinuncia agli 'scatti'

Sabato, 30 luglio 2011 - 11:34:00


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Il Presidente della Repubblica "ha comunicato al ministro dell'Economia e delle finanze di rinunciare, dal corrente anno e fino alla scadenza del suo mandato, all'adeguamento all'indice dei prezzi al consumo, stabilito dalla legge 23 luglio 1985, n. 372, dell'assegno attribuitogli dalla stessa legge ai sensi dell'art. 84 della Costituzione". E' quanto si legge nella nota pubblicata sul sito web del Quirinale, a proposito dei risparmi in seguito alla politica di contenimento dei costi varata dalla Presidenza della Repubblica.

Il Quirinale restituisce inoltre al ministero dell'Economia 15.048.000 euro nel triennio 2011-2013 e 562.737 euro nell'anno 2014. E' un comunicato sul sito web della Presidenza della Repubblica a dare conto dei risultati della politica di austerity del Colle. "Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica - spiega dunque la nota - ha sottoposto alla firma del Capo dello Stato i decreti per l'applicazione del contributo di solidarieta' sulle pensioni e per la riforma delle pensioni di anzianita'. Si e' cosi' completata - sottolinea il Quirinale - l'attuazione nell'ordinamento interno delle misure previste dalle manovre approvate con i decreti-legge n. 78 del 2010 e n. 98 del 2011 (riduzione del 5 e del 10% delle retribuzioni e delle pensioni per la parte eccedente 90mila e 150mila euro, blocco delle progressioni automatiche e riduzione delle spese per beni e servizi)". La nota prosegue ricordando che "l'amministrazione del Quirinale provvedera' conseguentemente a restituire al ministero dell'Economia e delle finanze la somma complessiva di euro 15.048.000 nel triennio 2011-2013, nonche' di 562.737 euro nell'anno 2014".

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"Le suindicate restituzioni si aggiungono - si legge ancora - ai risparmi realizzati nel periodo 2006-2011, che ammontano complessivamente a 56.316.000 euro, per effetto dei provvedimenti di contenimento della spesa gia' adottati autonomamente nel medesimo periodo (blocco del turnover, soppressione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato, congelamento fino al 2013 degli importi tabellari degli stipendi e delle pensioni, riduzione dei compensi per il personale comandato e distaccato e di numerose indennita', contenimento degli straordinari, riduzione delle ferie, aumento dell'orario di lavoro e riorganizzazione amministrativa interna)". "Tali economie e aumenti di produttivita', unitamente al contenimento dei pensionamenti anticipati per effetto della incisiva riforma delle pensioni di anzianita', hanno consentito, grazie ai risparmi realizzati, di bloccare fino al 2013 la dotazione a carico del bilancio dello Stato al valore nominale del 2008 a fronte - e' ancora la nota del Quirinale a specificarlo - di una inflazione che da allora ha gia' raggiunto il 6,6% sulla base dell'indice dei prezzi al consumo".

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