Un pachistano a Brescia complice dei terroristi di Mumbai
Furono pagate da Brescia le schede telefoniche utilizzate dai dieci attentatori pakistani che, il 26 novembre scorso, misero a ferro e fuoco Mumbai provocando la morte di 138 persone (fra cui un italiano) e il ferimento di altre centinaia. Gli investigatori indiani, secondo quanto rivela il Corriere della sera, hanno messo in luce la rete messa in piedi dai terroristi per pianificare e mettere in atto il piano. Mumbai/ Gli Usa allertarono l'India un mese prima. Altri cinque terroristi liberi di colpire
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Durante l'attacco, i capi avrebbero passato le istruzioni ai complici utilizzando telefoni cellulari. Nel mirino degli investigatori, cinque schede telefoniche con prefisso austriaco. "Il pagamento per questo addebito è avvenuto attraverso la Western Union. - si legge - Il pagamento è stato effettuato attraverso la filiale di corso Garibaldi 53A a Brescia".
Il commando, dunque, avrebbe avuto un complice nel nostro Paese. Il raid terroristico di novembre si concretizzò in attacchi simultanei ai danni di alberghi e altri luoghi frequentati dagli occidentali. A comandare il gruppo di fuoco Ismail Khan, un pachistano di 25 anni.



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