Maggioranza salva 5098 volte grazie all'assenteismo dell opposizione

Se la maggioranza guidata da Silvio Berlusconi resiste una parte di merito ce l'ha anche l'opposizione. E una parte pure molto consistente. Il non-voto dell'opposizione e' talmente ricorrente da assumere un carattere "sistemico" rispetto l'attivita' parlamentare.
Infatti, finora in questa legislatura su un totale di 14.494 votazioni le situazioni di maggioranza salvata sono state 5.098, ovvero il 35%, vale a dire piu' di un voto su tre. Il conteggio è stato effettuato dall'associazione Openpolis, che pubblica un rapporto dal titolo 'L'opposizione che salva la maggioranza'. Il rapporto, attraverso l'analisi di tutte le votazioni elettroniche d'aula, si concentra sulle votazioni con maggioranza salvata, ovvero quelle in cui la maggioranza di governo e' riuscita a far approvare le sue proposte grazie ai voti e alle assenze dei parlamentari di opposizione.
In questi casi quindi, se tutti i parlamentari di opposizione fossero stati presenti e avessero votato contro la maggioranza, quest'ultima sarebbe stata battuta nella votazione. Basta ricordare due casi che hanno fatto clamore: lo scudo fiscale del 2009 e l'approvazione del Dpef nell'aprile 2011, con 40 deputati dell'opposizione assenti e decisivi per l'approvazione della politica economica del governo.
Tutti i deputati e i senatori dell'opposizione hanno contribuito almeno una volta a "salvare la maggioranza", non partecipando al voto. "Se li mettiamo in classifica- scrive Openpolis- risaltano nelle prime posizioni i nomi dei segretari di partito: alla Camera, Bersani e' primo (2.306 salvataggi), Di Pietro e' terzo (2.019 salvataggi) e Cesa e' quattordicesimo (1.437 salvataggi) mentre al Senato, Bonino e' prima (1.331 salvataggi)".


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