Attentati a Marrakesh, arresti tre jihadisti
Tre marocchini sono stati arrestati oggi nel loro Paese per la strage del 28 aprile al caffè Argana di Marrakesh, nel quale furono uccise 16 persone, dieci dei quali turisti stranieri. Secondo varie fonti ufficiali il capo della cellula aveva "legami con Al Qaeda".
Un dei tre presunti terroristi è "impregnato di ideologia jihadista", hanno dichiarato gli inquirenti in un comunicato stampa pubblicato dal ministero degli Interni ed è anche colui che "ha messo a punto due ordigni esplosivi telecomandati che aveva inviato a Marrakesh". Gli arresti, di cui si è appreso in tarda serata, sono avvenuti nel pomeriggio nella città di Safi, a circa 350 km a sud di Casablanca.
I tre sospetti, è stato reso noto, avevano tutti dei "precedenti" ed erano noti come reclutatori di jihadisti ai tempi della guerra i Iraq. Secondo gli investigatori, la scelta di compiere un attentato al caffè Argana, nella centrale e famosa piazza Jemaa el Fna "perché attrattiva per turisti tanto stranieri quanto marocchini".
L'attentatore "è entrato nel caffè facendosi passare per turista", afferma il comunicato. I tre uomini, di cui non è stata ancora rivelata l'identità, saranno portati davanti a un giudice quando saranno concluse le indagini "sotto la supervisione della procura generale". Ieri il ministro degli esteri francese, Alain Juppè, aveva dichiarato che almeno due sospetti erano stati identificati. L'interesse di Parigi è dovuto al fatto che dei 16 morti, otto erano francesi.



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