Arabesque/ Sinan-mania a Istanbul. Il mio viaggio in Siria
In ogni caso, la mia seconda volta ad Istanbul, di passaggio verso la Siria, sono più rilassata e non ho particolari ambizioni intellettuali. Giusto mangiare un panino al pesce sul Bosforo, (o quelle fantastiche cozze ripiene di riso di cui non ricordo il nome) e magari andare a ballare in qualche locale. Perché Istanbul possiede una vita notturna giovane e alternativa paragonabile alle grandi città europee, ma allo stesso tempo conserva al suo interno anche realtà molto tradizionali e abitudini particolari della storia islamica.
Innovazione e tradizione si intersecano, insieme a tutte le diverse influenze apportate dalla macedonia di popoli che abitano - e hanno abitato - questa terra. Per questo la musica che é possibile ascoltare ad Istanbul é così interessante; e per chi volesse farsene un'idea consiglio il film-documentario di Fatih Akin: "Crossing the bridge.The sound of Istanbul".
Questa volta, mi do una sola settimana per assaporare i suoni e i colori della metropoli turca. La sera del settimo giorno sono pronta, con lo zaino in spalla, per affrontare le circa venti ore di autobus che mi separano da Damasco. Ogni partenza porta con se un po' di malinconia, ma in questo caso c'é l' eccitazione del viaggio a controbilanciare il mio stato d'animo.



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