Appello di Napolitano: "Coesione oppure il Paese si perde"

Mercoledì, 14 luglio 2010 - 17:50:00


napolitano unita italia 2
Napolitano
"Senza coesione l'Italia si perde". Il presidente della Repubblica in visita a Udine rilancia un forte appello all'unità nazionale, riaffermando la "lungimiranza"  della Costituzione vigente che "salda in uno stesso articolo l'inscindibilità della nazione italiana e la promozione delle autonomie". Su questo tema il presidente, incontrando il sindaco Furio Honsell, ha poi lanciato un monito: "Si riveda ciò che è necessario rivedere, si garantisca il massimo di snellezza e semplificazione nell'articolazione del nostro Stato", ha detto Napolitano raccomandando di salvare i vari livelli di autonomia regionale e locale e di riconoscere "l'importanza decisiva dei Comuni che sono le istituzioni più vicine ai cittadini e ai loro bisogni".

Oggi, ha aggiunto Napolitano, si deve proseguire sulla strada tracciata perché "un'Italia unita senza la coesione nazionale si perderebbe nel grande e tumultuoso fiume della globalizzazione. L'unità nazionale si può promuovere facendo conoscere la Costituzione e promuovendo le autonomie. Io sono profondamente impegnato nella difesa dei valori costituzionali. Ma piuttosto che usare l'espressione 'difendere la Costituzione' amo dire che è necessario far vivere e attuare la Costituzione, attuare anche il nuovo Titolo V che ha segnato la strada per uno sviluppo anche in senso federalistico del principio autonomistico che trovò già forma felice nella prima formulazione della Costituzione".

Napolitano ha poi ricordato la tragedia che ha colpito la Regione nel '76. "Tuttora è vivissimo nella memoria di tutti gli italiani l'esempio che le popolazioni del Friuli hanno dato dopo il terremoto", ha detto rivolgendosi al sindaco Honsell, ricordando lo sforzo straordinario, il senso civico e la capacità di autogoverno che furono dimostrati in occasione della ricostruzione e che sono state successivamente confermate e che risultano "ancora oggi capacità non diminuite".

Come aveva già fatto martedì da Trieste, Napolitano è tornato sulle difficoltà della crisi economica e la dissestata situazione dei conti pubblici: "Nessuna parte politica - ha detto il presidente - può sottrarsi alla responsabilità collettiva di alleggerire in modo decisivo e di consolidare il bilancio pubblico riducendo il debito che noi abbiamo accumulato e che è un pesante fardello sulle nostre spalle".
 
"Abbiamo problemi seri, dovuti a una difficoltà dell'economia internazionale" e per questo, ha ribadito, "si devono adottare misure straordinarie per consolidare i bilanci pubblici, esigenza riconosciuta in tutta Europa". In questo momento più che mai è necessario scegliere le priorità alle quali destinare le risorse e per Napolitano ai primi posti ci sono cultura, formazione e ricerca. "Sono convinto che dobbiamo credere fortemente nelle priorità da accordare a investimenti pubblici, sollecitando al tempo stesso anche quelli privati, nel campo della ricerca e della formazione", ha concluso il presidente. Il capo dello Stato ha inoltre affermato la necessità di approvare la riforma dell'ordinamento universitario all'esame del Senato.

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