Api/ Rutelli, nuovo polo con Udc e delusi per prima forza politica italiana

Sabato, 12 dicembre 2009 - 14:08:00


 L'obiettivo di Alleanza per l'Italia e' ''far nascere un nuovo polo'' che in alcuni anni, insieme all'Udc e ai delusi dei due schieramenti, ''diventi la prima forza politica italiana''. Lo ha detto Francesco Rutelli, concludendo il suo intervento all'assemblea nazionale dell'Api a Parma
. ''Saremo umili perche' siamo ambiziosi'', ha spiegato Rutelli, ''perche' vogliamo superare questo bipolarismo ammalato, dominato dalle posizioni estreme'' e ''ricostruire su basi nuove la democrazia dell'alternanza''.

Dunque ''far nascere un nuovo polo che, nel giro di alcuni anni, incontrandosi con l'Udc di Casini, che in questi anni ha avuto coraggio, resistendo a molte correnti avverse, e unendosi con le forze che condividano con noi valori e progetti, diventi la prima forza politica italiana''. Vogliamo, ha concluso Rutelli, ''incontrarci con l'Udc'' ma per ''andare oltre'' e incontrare anche ''i delusi della destra e gli scontenti della sinistra''.

''Vogliamo uscire definitivamente dall'idea di sostituire Berlusconi attraverso una condanna di primo grado o con un bombardamento di azioni giudiziarie: ci si riuscira' con la democrazia, il buonsenso, una alternativa credibile''. Lo ha detto Francesco Rutelli, dal palco dell'assemblea nazionale di Alleanza per l'Italia, che si e' appena conclusa a Parma.

Api vuole uscire, ha spiegato Rutelli, ''dall'idea che Berlusconi venga scacciato se si dimostra che frequenta con disinvoltura fanciulle di facili costumi; con l'inevitabile boomerang che arriva dalla scoperta delle esperienze di un uomo di potere della sinistra, che ha ingannato tutti''. Rutelli rileva comunque che a destra ''c'e' un partito che di tutta evidenza non e' un partito democratico'' ma un partito ''in cui tutto e' delegato a un capo'' e in cui ''per verificare la riuscita dell'unione tra i due soggetti fondatori e' sufficiente leggere quello che ogni giorno dichiara Fini, oltre che ascoltare le espressioni di frustrazione e amarezza che nascono in tutti gli ancoli d'Italia''. E allora, si chiede retoricamente Rutelli, ''cos'e' che assicura miracolosamente la tenuta della destra?''. E' ''la sinistra, ovvero la mancanza di una alternativa credibile da parte dell'opposizione'' e del resto ''una piazza che si affidi alle parole di un pentito di mafia pluriassassimo per contrastrare Berlusconi dimostra la mancanza di una forza, di una direzione capace di orientare un grande Paese come il nostro'' cosi' come ''non e' meno penoso vedere, a distanza di una settimana, l'altra parte politica che gioisce per le parole di un altro mafioso pluriassassimo che, invece, dichiara di scagionare il premier''. In questo modo, conclude Rutelli, ''il cerchio si chiude: Berlusconi compatta i suoi contro la sinistra. La sinistra incapace di proporre un'agenda alternativa si compatta contro Berlusconi e l'Italia resta inchiodata alla guerra dei 15 che diviene ormai la guerra dei vent'anni''.
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