Antonio Tajani, commissario europeo per l'industria e l'imprenditoria, ad Affaritaliani.it: bisogna tutelare l'interesse generale dell'Ue e non dei singoli stati membri
Di Tommaso Cinquemani

"I temi da trattare in Europa sono quelli del rigore e della crescita. L'Italia deve trasformare in azioni concrete gli impegni che ha preso”. Antonio Tajani, Commissario europeo per l'Industria, sceglie Affaritaliani.it per parlare del viaggio di Monti in Europa, dove il premier incontrerà Cameron, Sarkozy e la Merkel. “Il Presidente del Consiglio deve tutelare l'interesse generale dell’Ue e non dei singoli stati membri (vedi Germania). Fa bene l'Italia ad insistere sulla crescita. E’ inutile pagare i nostri debiti la domenica se il lunedì non abbiamo lavoro e dobbiamo tornare a fare debiti”. E su Monti: “E’ una persona stimata e molti ministri del governo sono conosciuti e apprezzati a Bruxelles".
Monti si appresta a compiere un tour europeo che lo porterà a parlare con i principali leader del Vecchio Continente come Angela Merkel, Nicolas Sarkozy e David Cameron. I temi fondamentali saranno quelli economici. Quali sono le priorità che Monti deve affrontare?
"I temi sono quelli del rigore e della crescita. L'Italia deve trasformare in azioni concrete gli impegni che ha preso, che sono positivi. Il giudizio sull'azione dell'Italia è sostanzialmente buono, però poi bisogna trasformare, soprattutto le azioni a favore della crescita, in fatti concreti".
Si spieghi meglio.
"Fa bene l'Italia ad insistere sulla crescita in sede europea, perché l'economia reale, il mercato interno, la politica industriale, le azioni a sostegno delle piccole e medie imprese sono fondamentali per uscire dalla crisi. Ovviamente è necessario il pareggio di bilancio perché bisogna agire sul debito pubblico. Ma occorre comportarsi come un buon padre di famiglia. E' inutile pagare i propri debiti la domenica se il lunedì non ha lavoro e torna ad indebitarsi. Ecco perché serve una politica a favore della crescita".
Quindi secondo lei i paletti che la Merkel vuole imporre sono troppo restrittivi, recessivi addirittura?
"La discussione è aperta. Bisogna valutare gli emendamenti che verranno presentati al Parlamento europeo. Ci vuole un certo rigore di bilancio perché si è vissuto sopra le proprie possibilità per molti anni. Però bisogna, nello stesso tempo, tutelare l'interesse generale e non dei singoli stati membri. Ecco perché serve una azione più comunitaria. Serve più governance economica".
Dalla sua posizione di osservatore privilegiato in Europa ha notato un cambio di atteggiamento nei confronti di Monti?
"L'Europa vuole che si facciano le cose. Non è una questione tanto di persone. L'Italia verrà valutata sulla capacità di attuare le riforme promesse. Monti è una persona stimata e molti ministri del governo sono conosciuti e apprezzati".
E sulla telefonata tra Napolitano e la Merkel sa dirmi qualche cosa?
"Mi dispiace, non mi occupo di queste cose".


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