Anno giudiziario, gli avvocati protestano

Leggeranno un manifesto in tutte le corti d'appello, per poi abbandonare le cerimonie. Questo il "segnale civile e composto", ma "non fraintendibile" di allarme che l'avvocatura intende lanciare anche in occasione delle cerimonie per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Domani il presidente del consiglio forense, Guido Alpa, in cassazione fara' un discorso sintetizzando le "anomalie" che la categoria oggi si trova a subire e che, a suo dire, creano preoccupazione per la tutela di diritti dei cittadini con una "grave offesa all'accesso alla giustizia e alle garanzie della difesa". Sabato, nelle corti d'appello, i presidenti dei vari Ordini territoriali leggeranno il 'manifesto' e poi lasceranno l'aula. In programma per domani, in concomitanza con la cerimonia in cassazione, gli avvocati romani manifesteranno a piazza Mazzini, e sara' pubblicato un testo sui "diritti da difendere" su quotidiani nazionali e locali.
L'avvocatura resta compatta, dunque, nella sua protesta contro le misure messe a punto dal governo, e sembra non arretrare di un passo in merito ai gia' annunciati giorni di sciopero, fissati per il 23 e 24 febbraio: "e' una protesta piu' che legittima - ha sottolineato il presidente Alpa - dal governo vediamo un atteggiamento inconcepibile, nel suo programma le professioni vengono mensionate se non in riferimento a misure afflittive".
Secondo Alpa, "l'economia non puo' divorare tutto" e , anche se e' previsto un incontro nei prossimi giorni con il guardasigilli Paola Severino, "non basta l'interlocuzione" per far placare la protesta". Il presidente del Cnf ribadisce le critiche ai provvedimenti del governo, chiedendo anche interventi sul l'esorbitante numero di avvocati che si registra oggi in Italia "dal '96 ad oggi siamo raddoppiati, siamo 240mila, un quarto degli avvocati europei - rileva - e' un numero intollerabile ma non dipende da noi, nessuno governo, tranne l'ex ministro Castelli ha preso in considerazione ipotesi di riforma dell'esame di accesso alla professione". Ancora critiche, poi, sulla mediazione che "e' diventata un quarto grado di processo ed e' molto costosa - osserva Alpa - il governo ha deciso di spendere la conciliazione a condominio e circolazione stradale".
Infine, da contestare il metodo, caratterizzato da, sottolinea, "una mancanza di dialogo che ha portato grave incertezza". Le misure dell'esecutivo, secondo il presidente del consiglio Forense "sono in contrasto anche con quelle europee": a tal proposito, Marcella Prunbauer-Glaser, presidente del consiglio degli ordini forensi europei, ha inviato una lettera al presidente del consiglio Mario Monti e al ministro Paola Severino, in difesa delle posizioni dell'avvocatura: "Gli avvocati sono colpiti - si legge nel documento - da misure che si inseriscono nel contesto di piu' ampie riforme finanziarie ed economiche, sebbene non siano responsabili della situazione".


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