L'Anm: pm comunisti? Accuse infondate e ridicole
Record di ascolti per Ballarò... grazie a Berlusconi |
"Forse certe strategie non nascono a tavolino - prosegue l'Anm -. Ma neppure nascono dal nulla: dal 'cappello in mano' del magistrato che si vuole parte, al calzino stravagante del giudice che si vorrebbe dimezzato più che terzo, alla stucchevole reiterazione di epiteti nei confronti di magistrati, ogni occasione sembra buona per denigrare l'ordine giudiziario e descrivere i palazzi di giustizia come sezioni di partito, frequentate da magistrati militanti. Nessun ufficio giudiziario merita queste infondate e ridicole definizioni, tanto meno quello di Milano. Da Milano, e dall'intero Paese, la magistratura ribadisce che intende continuare a vestire solo la toga e a rispondere solo alla legge. In primis alla Costituzione".
"Le assemblee di protesta e dibattito convocate dall'Associazione nazionale magistrati in tutta Italia - scrive la giunta dell'Anm -, nascono dalla profonda e sincera preoccupazione per i continui tentativi di delegittimare e intimidire sia la giurisdizione nel suo complesso, sia i singoli magistrati in relazione a processi specifici o in ragione delle sentenze pronunciate". "Perfino il rapporto tra istituzioni e organi di garanzia - ricorda l'Anm, - è stato messo in discussione". "Mentre la tensione e l'attenzione si concentrano su una impropria contrapposizione, di cui la magistratura è vittima, nulla di serio, concreto e duraturo viene proposto per restituire efficienza all'organizzazione giudiziaria - denuncia il sindacato dei magistrati - e per ricondurre il processo alla ragionevole durata".
E' arrivata rapidissima la replica all'ennesimo attacco portato da Silvio Berlusconi ai giudici nel corso della trasmissione Ballarò. "Se le nostre toghe sono rosse, lo sono per il sangue versato dai magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità e dei valori costituzionali, a cominciare da Falcone e Borsellino", e di tutti gli altri che "hanno perso la vita in nome della difesa della legalità", dice il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo. Che fu titolare, in passato, di diverse inchieste su Berlusconi (tra cui quella sulle irregolarità nell'acquisto di diritti televisivi da parte di Mediaset).
Le nuove accuse del premier, in procura a Milano, hanno suscitato in alcuni rabbia, in altri quasi indifferenza e rassegnazione. "E che cosa dobbiamo dire ancora - sbotta un magistrato che vuole restare nell'anonimato - è sempre la solita storia, trita e ritrita. Noi pensiamo solo a lavorare".
ALFANO AD ANM: MAI PARLATO DI SEZIONI DI PARTITO. "Nessuno lo ha mai detto". Cosi' il Guardasigilli, Angelino Alfano, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la nota dell'Anm in cui si sostiene che le Procure non sono sezioni di partito.



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