Andrea Orlando (Pd) ad Affaritaliani.it: "Nel partito non c'è una questione morale"
![]() Andrea Orlando |
Dopo i casi Tedesco, Pronzato e Penati nel Pd esiste una questione morale?
"Non credo esista: il partito ha reagito a tutti questi casi chiedendo agli interessati di fare un passo indietro e dando sempre la massima disponibilità all'operato della magistratura affinché facesse luce e chiarezza. Ma nel nostro Paese esiste un problema di selezione della classe dirigente che il Pd ha tentato parzialmente di risolvere, diciamo che è la forza politica che su questo terreno ha fatto più strada".
In che modo?
"Attraverso una partecipazione popolare nella scelta degli eletti e dei nominati. Nel Pd esiste poi una giustizia "domestica" che accompagna quella penale. Anche se non abbiamo ancora strutturato compiutamente tutte le realtà. L'unico deterrente a questi fenomeni è un duraturo radicamento territoriale che consenta forme di partecipazione e quindi di controllo tutti i giorni dell'anno. Tuttavia i tre casi in esame sono diversi strutturalmente".
Analizziamoli…
"Il caso Pronzato ha trovato riscontro nelle stesse dichiarazioni degli interessati. Su Tedesco c'è un processo che va avanti e di cui bisogna attendere l'esito. Tuttavia il Parlamento si doveva pronunciare sull'esistenza di una persecuzione nei suoi confronti che noi non abbiamo ravvisato. Il caso di Penati è diverso, visto che siamo ad un avviso di garanzia. Quello che però metterei sullo stesso piano è la reazione del Pd che ha chiesto alla magistratura di fare il suo lavoro, che non ha usato scudi e non ha gridato al complotto".
Penati dovrebbe dimettersi dalla vicepresidenza del consiglio regionale?
"Al di là degli iter processuali, per capire esattamente quali siano gli atti politici da assumere, attenderei i primi riscontri rispetto alle ipotesi accusatorie: ovvero un primo incrocio tra le accuse del pm e le valutazioni che il primo giudice terzo assumerà sul castello probatorio che sarà prodotto. Questo è il criterio che abbiamo seguito con tutti, esponenti del Pdl compresi. Se ci fossero dei riscontri che indicano una verosimiglianza dell'ipotesi accusatoria penso che bisognerebbe capire i passi politici più opportuni da fare. Anche se ho difficoltà a pensare a Filippo Penati come a un corrotto".
Tornando al voto che ha confermato la richiesta di arresto di Alfonso Papa possiamo parlare della nascita di una nuova maggioranza composta da Pd, Terzo Polo e Lega?
"Sicuramente c'è stata una rottura nella vecchia maggioranza. Un ciclo politico si è chiuso e il governo non esiste più. E' del tutto evidente che non tanto il voto della Lega, che poteva essere dettato dalla pressione del proprio elettorato, quanto la rottura che si è consumata all'interno del Carroccio, siano il sintomo evidente di una difficoltà politica di rimanere nella maggioranza di governo".
Quindi?
"C'è un salto di qualità nella scomposizione di una maggioranza che già era ampiamente in crisi. Non parlerei di una nuova maggioranza perché bisogna capire se ci sono le condizioni per andare al voto. Se queste non ci fossero bisogna prima capire in che modo attuare la transizione e poi valutare le forze che possono stare insieme. La rottura tra Pdl e Lega apre questo scenario, è però tutto da verificare se questo si possa realizzare".
Daniele Riosa



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