Andrea Olivero (Acli) ad Affaritaliani.it: no a Monti leader di un partito cattolico
Di Tommaso Cinquemani

"C'è una volontà forte dei cattolici di interessarsi nuovamente alla politica". Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli (Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani), sceglie Affaritaliani.it per dare voce allo scontento che serpeggia nel mondo cristiano. "I cattolici, più di altri, vivono male questa situazione perché si sono ritrovati senza avere dei punti di riferimento". Ma boccia la possibile nascita di una nuova Dc: "Non credo che un partito con una connotazione chiaramente cattolica si possa riproporre nel contesto attuale". Poi esclude Monti come leader di una coalizione di centro: "E' un ottimo servitore dello Stato in un momento in cui bisogna far decantare il mondo politico, ma la politica del futuro vedrà altri leader".
Partendo da Todi fino agli incontri degli ultimi giorni percepisce un bisogno di un maggiore impegno dei cattolici in politica?
"Sicuramente sì. Dal basso c'è una volontà forte dei cattolici, in particolar modo dei praticanti, di interessarsi nuovamente alla politica. Ma anche nelle nostre associazioni sociali si vede questa necessità perché negli ultimi anni hanno avuto difficoltà a trovare degli interlocutori politici. Non si riesce a discutere di buona politica. Noi sentiamo la necessità di una responsabilità maggiore e diretta delle nostre organizzazioni nella 'res publica'".
Nel panorama politico italiano non c'è un riferimento forte per i cattolici?
"Credo che ci sia poca buona politica e poco spazio per i cattolici. Ma in generale c'è una proposta politica non soddisfacente. Certamente i cattolici vivono peggio degli altri questa situazione perché si sono ritrovati in molti casi senza avere dei punti di riferimento e in questo momento è più evidente rispetto ad altri momenti della storia. Però credo che sia un problema generale del Paese a cui noi siamo chiamati a dare delle risposte. Nel mondo cattolico ci sono molte energie, soprattutto in una fase così drammatica come quella che stiamo attraversando, che devono essere messe in mostra".
Martedì si è tenuto l'incontro "Iniziativa per l'Italia". Erano presenti Bonanni, Casini, Cesa, il ministro Riccardi. Si sta andando verso la formazione di una nuova forza politica?
"Non credo che possa nascere una forza cattolica. Ci può essere una riorganizzazione dell'offerta dei partiti, ma non credo che una connotazione chiaramente cattolica, come poteva essere quella della Dc, si possa riproporre nel contesto attuale".
Che cosa volete allora?
"Le nostre valutazioni ci dicono che i cittadini italiani non stanno chiedendo una forza cattolica, ma chiedono di avere delle forze politiche più coerenti nelle quali i cattolici possono stare dignitosamente senza turarsi il naso. La riorganizzazione dell'offerta va benissimo, non credo però che si possa andare verso la ricostruzione di partiti che c'erano e che appartenevano ad un'altra epoca. La Dc riusciva a rappresentare tutto il mondo moderato anche perché dall'altro lato c'era il partito comunista".
Come vede Monti leader di una forza cattolica moderata e centrista?
"Non credo che lui abbia interesse ad essere leader di uno schieramento politico. In questo momento è un buon leader per il paese, in una fase di transizione, ma la politica del futuro vedrà altre persone. Non vedo in lui questa vocazione. E' un ottimo servitore dello Stato in un momento in cui bisogna far decantare il mondo politico e trovare una sintesi alta delle varie forze in campo".


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