Andrea Carati, Ispi, ad Affaritaliani.it: Monti miglior alleato di Obama in Europa
Di Tommaso Cinquemani

"Gli Usa hanno sempre spinto perché i negoziati europei dessero più attenzione alle politiche di crescita piuttosto che all'austerità patrocinata dalla Merkel. In questo Obama trova in Monti un'ottima sponda". Andrea Carati, Research Fellow all'Ispi, sceglie Affaritaliani.it per analizzare il viaggio del premier negli Stati Uniti. "Gli Usa stanno attraversando una fase di crisi, ma è un Paese che ha tutte le risorse e la credibilità per invertire la rotta". E fa una previsione: "Se dovessi scommettere direi che sarà Mitt Romney il candidato vincente del partito Repubblicano".
Domani Mario Monti andrà negli Usa per incontrare Obama. Secondo lei si apre una nuova fase nella politica estera dell'Italia?
"No, Prevalgono le continuità. Dal secondo dopoguerra ad oggi la politica estera italiana ha sempre proceduto su binari abbastanza prestabiliti. L'Italia ha una politica estera agganciata ai contesti multilaterali occidentali: la Nato, l'alleanza con gli Usa e la politica proiettata verso l'Europa. Si chiude piuttosto una fase di riaccreditamento dell'Italia dopo la crisi del governo Berlusconi ".
Monti potrebbe essere un buon alleato di Obama in Europa per arginare lo strapotere di Angela Merkel?
"E' vero. Gli Usa hanno sempre spinto perché i negoziati europei dessero più attenzione alle politiche di crescita piuttosto che all'austerità patrocinata dalla Merkel. Su questo Monti, già in Europa, negli ultimi incontri, ha cercato di contrastare il rigore tedesco. Monti può trovare nella figura di Obama una sponda".
Che Paese trova Monti al suo arrivo?
"Gli Usa stanno attraversando una fase di crisi, ma è un Paese che ha tutte le risorse e la credibilità per invertire la rotta. Ci sono alcuni dati che mostrano una timida inversione di tendenza. Ad esempio la disoccupazione che sta scendendo e il successo della Chrysler.
Berlusconi è sempre stato un ottimo alleato degli Usa, ma non sembra fosse in grado di capitalizzare questo appoggio. E' così?
"Le missioni internazionali sono la carta con cui l'Italia paga la quantità di prestigio che gioca nel contesto internazionale e soprattutto nelle relazioni transatlantiche. Un Paese come l'Italia, per far sentire la sua voce, ha la necessità di investire molto in quello che interessa agli alleati più forti, gli Usa. Ma questo fin dagli anni 90, fin dai Balcani in cui c'erano governi di Centrosinistra. Anche con Berlusconi gli Usa non hanno mai smesso di riconoscere l'importanza dell'Italia nei contesti internazionali".
Ci sono altri temi in agenda?
"Oltre a quelli già accennato si parlerà della crisi dell'eurozona e del ruolo dell'Italia, un Paese troppo importante per fallire. E poi credo che discuteranno dei rapporti economici tra Italia e Usa".
Se dovesse fare una previsione chi sarà lo sfidante di Obama?
"Se dovessi scommettere direi che sarà Mitt Romney, è rimasto sempre il candidato vincente per il partito Repubblicano".


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