Fini è più forte, rivoluzione nel Pdl

Mercoledì, 21 ottobre 2009 - 10:00:00

fini
Gianfranco Fini

Riforme/ Il finiano Bocchino ad Affaritaliani.it: elezione diretta del capo dello Stato

FORUM/ Secondo te, la Costituzione è da riformare. E se sì, in che modo?
Ore 13:59, martedì 20 ottobre
: incontro a Montecitorio tra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e i coordinatori del Pdl, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini, per una valutazione delle candidature per le Regionali del 2010. Ecco il segno tangibile della svolta nel Centrodestra. Iniziata con la lettera degli ex Alleanza Nazionale a Silvio Berlusconi, accettata dal premier, che chiedeva un coinvolgimento di Fini nelle decisioni del Popolo della Libertà. Così doveva essere e così è stato.

Addio quindi alle cene ad Arcore del lunedì sera tra il Cavaliere e Umberto Bossi come unico luogo per trovare la sintesi nella maggioranza. Adesso la quadra non va più trovata a due, bensì a tre. Perché c'è da fare i conti anche con il presidente della Camera. Non a caso lo stesso Senatùr ha più volte incontrato l'ex numero uno della destra italiana, certificando un cambiamento che è emerso con forza nelle ore successive alla bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta, quando Palazzo Chigi attaccava Corte e Quirinale e Montecitorio tentava di ricucire.

Ed ecco che, a cascata, la rivoluzione finiana (che ha portato alla proposte sull'ora di religione islamica nelle scuole e quella bipartisan sul diritto di voto amministrativo agli immigrati dopo cinque anni di permanenza in Italia) ha avuto ripercussioni anche sul potere all'interno del Pdl. La Russa, ex coordinatore di An prima della fusione, doveva essere il portatore delle tesi della destra all'interno della nuova formazione politica e al tavolo del premier. Ma così non è più. Il ministro della Difesa è troppo 'berlusconiano' e oramai il suo ruolo è pari a quello di Bondi e Verdini, non è più il portavoce delle tesi di Via della Scrofa. Che vengono portate avanti oggi con i maggiorenti della pattuglia finiana.

Due in testa: Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera, e Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo Economico. Sono loro due i veri vincitori nella nuova geografia politica del Centrodestra. Proprio perché espressione del presidente della Camera. Tanto che non è escluso che i due ministri - La Russa e Bondi - lascino nei prossimi mesi il loro ruolo di coordinatori del Pdl, con il toscano Verdini unico big del partito.

Altro sconfitto è Gianni Alemanno. Il sindaco di Roma si era spostato su posizioni 'azzurre'... sbagliando completamente i tempi. Sale invece Alessandra Mussolini, che in perfetto orario è tornata all'ovile, ovvero al fianco di Fini. Restano invariate le quotazioni di Maurizio Gasparri: che fosse un berlusconiano non è una novità ed essendo capogruppo al Senato del Pdl ha comunque voce in capitolo. Certo non come rappresentante delle idee del presidente della Camera...
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