In Parlamento scoppia l'amore bipartisan

Sabato, 12 febbraio 2011 - 11:00:00

Nunzia De Girolamo

L’amore ai tempi della politica. La bella campana Nunzia De Girolamo, deputata e coordinatrice provinciale del Pdl a Benevento, spesso ospite in tv, frequenta, da pochissimo tempo, il collega pugliese Francesco Boccia. Quest’ultimo, però, è un deputato del Pd. Segno che la politica, a volte, unisce e non divide. Lo rivela 'Chi', in edicola mercoledì 9 febbraio.

PARLANO LE ESPONENTI DI PUNTA DEL PDL: "LA SINISTRA NON HA AFFIDATO RUOLI DI RILIEVO ALLE DONNE E NON HA CONCLUSO NULLA PER LA LORO EMANCIPAZIONE. NOI PARLIAMO CON I FATTI" - Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Laura Ravetto, Anna Maria Bernini, Beatrice Lorenzin, Nunzia De Girolamo, Daniela Santanchè, Eugenia Roccella, Giorgia Meloni, Stefania Prestigiacomo e Michela Vittoria Brambilla: undici esponenti femminili di spicco del Pdl, ministre, sottoseretarie, deputate, sono state riunite a Montecitorio per un eccezionale servizio fotografico e un’intervista collettiva, che appaiono sul numero di “Chi” in edicola mercoledì 9 febbraio. Tema: che cosa è stato fatto per le donne dal governo e l’attualità con le vicende di questi giorni che riguardano il premier.

Dice Stefania Prestigiacomo, ministro per l’Ambiente: «Dalla riforma dell’articolo 51 della Costituzione per le pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive alle quote nelle liste europee, dalle norme sulla prostituzione minorile alla legge contro la riduzione in schiavitù, a quella sulle mutilazioni genitali, fino alla battaglia sulle quote rosa, che ha innescato un incremento decisivo nella presenza femminile in Parlamento: questi sono fatti, non parole. E mentre Berlusconi ha valorizzato le donne e i giovani in politica, affidando loro ruoli di responsabilità, la sinistra si è limitata a manifestazioni e comparsate, in tv e sui giornali, governando ben sette anni e mezzo negli ultimi 15, con un bilancio desolante». «Donne che scendono in piazza contro altre donne? Siamo tornate alla caccia alle streghe? Le donne del Pdl parlano attraverso i loro provvedimenti», interviene Anna Maria Bernini, riferendosi alla manifestazione del 13 febbraio promossa da gruppi femminili dell’opposizione. E Michela Vittoria Brambilla, ministro per il turismo: «La sinistra sta dimostrando, ancora una volta, la totale assenza di idee e di un programma alternativo credibile. I continui slogan di chiamata alle armi per un fronte compatto contro Berlusconi sono le uniche proposte che sanno formulare».

Nota Nunzia De Girolamo: «A sinistra da vent’anni ci sono solo Anna Finocchiaro e Rosy Bindi. Nessun’altra è emersa veramente. E questo è significativo. Scendere in piazza contro altre donne per colpire Berlusconi è l’ennesima strumentalizzazione». «Sono per la valanga rosa e non per la valanga rossa», interviene nel dibattito con una battuta Laura Ravetto. E il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna chiarisce: «Noi siamo il governo che tutela le donne con i fatti, non con le parole. Atti concreti, leggi dello Stato, come il reato di stalking, che ha liberato diecimila ragazze dai loro persecutori». Dice la cattolica Eugenia Roccella: «Non condivido il disprezzo verso le cosiddette “ragazze dell’Olgettina”. Ciò non si concilia certo con gli insegnamenti cristiani, ma nemmeno con il femminismo. Quella del 13 febbraio è una manifestazione di alcune donne contro altre donne». Sullo stesso tema nota Beatrice Lorenzin: «Berlusconi sta diventando per la sinistra il capro espiatorio del fallimento del postfemminismo.

Se la libertà sessuale come strumento di potere ha fallito, non si può dare la colpa a Berlusconi. Qui si parla di visione del mondo, non di fatti personali. Non solo, ma queste donne che fanno il tiro al bersaglio su altre donne non si illudano di salvarsi come tante sante Maria Goretti, perché così alimentano la misoginia sempre presente, a destra e a sinistra». «Con questo finto bacchettonismo, animato solo da odio nei confronti di un uomo, le donne rischiano di smentire se stesse e anni di rivendicazioni sessuali», avverte Daniela Santanchè. La cosa più sgradevole, secondo il ministro per l’Istruzione e l’Università Mariastella Gelmini, «è vedere donne che si ergono a giudici di altre donne e le condannano senza appello, senza nemmeno conoscerle. Che presunzione di giudizio ha questa sinistra, che non ha mai affidato ruoli di rilievo alle donne. Noi abbiamo anche un sindaco di Milano donna, Letizia Moratti, e Renata Polverini  presidente della Regione Lazio». Infine Giorgia Meloni conclude: «I giovani non sono tutti bamboccioni, come le ragazze non sono tutte veline. Certo, si tratta di una generazione con una quotidianità difficile e incerta, ma respingo la lettura piagnona della situazione che offre la sinistra, perché c’è tutta una gioventù oggi, di cui non si parla, che con dignità, qualità ed energia va avanti e affronta i problemi senza distrarsi».
 
 
 
 

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