Amministrative/ Nicola Latorre, senatore del Pd, ad Affaritaliani.it: Il Pd ha difficoltà a trovare candidati
Di Tommaso Cinquemani

"I partiti e in parte il Pd, hanno molte difficoltà nel reclutare candidature per le proprie liste". Nicola Latorre, senatore del Pd, sceglie Affaritaliani.it per mettere in guardia il partito. "Il problema vero è che le primarie diventano uno strumento per regolare di conti interni e questo ci penalizza". E sul governo Monti afferma: "Il sostegno deve essere leale e trasparente. Noi abbiamo fatto una scelta giusta che manterremo fino al 2013". Ma non rinuncia ad alcuni principi: "Sull'Art. 18 il Pd ha all'interno delle opinioni diverse, ma il tema della riforma del mercato del lavoro è la grande occasione per rilanciare una grande coesione sociale".
Il Pdl è in difficoltà a reperire candidati per le elezioni amministrative. Il Pd in che situazione si trova?
"In questo momento i partiti hanno molte difficoltà nel reclutare candidature per le proprie liste. In questo quadro il Pd è quello messo meno peggio. Ma anche il noi democratici, come gli altri, abbiamo delle difficoltà".
Le Amministrative di primavera stanno dando non pochi grattacapi al Pd. Non sono diventate un elemento di divisione all'interno del partito?
"Questa discussione sulle primarie rischia di essere il dito di cui si discute trascurando il resto. Effettivamente le primarie restano uno strumento fondamentale di selezione dal quale difficilmente si potrà più tornare indietro. Il problema vero è che le primarie a volte diventano uno strumento di regolamento di conti interni. Questo comporta che in alcuni casi non si raggiunge l'obiettivo di scegliere il candidato migliore e in altri di penalizzare il partito. E infatti le primarie, laddove sono state vere, hanno contribuito non solo a scegliere il miglior candidato, ma anche ad allargare i confini del consenso".
Che cosa dovrebbe fare allora Bersani?
"La mia personale opinione è che il popolo delle primarie deve essere il popolo del grande soggetto politico. Il Pd deve essere capace di mettere in campo una iniziativa inclusiva che poi affidi alle primarie il compito della scelta. Le primarie non possono essere un confronto monco o impedire l'allargamento delle coalizioni".
Il sostegno del Pd a Monti deve essere incondizionato o su certi temi può anche esserci una rottura?
"Il sostegno al governo Monti deve essere leale e trasparente, senza 'non detti'. Noi abbiamo fatto una scelta giusta e che si porterà avanti fino al 2013. Naturalmente il Partito Democratico non rinuncia ai suoi valori. Sa benissimo che questo governo si regge su una maggioranza parlamenta particolare e che quindi bisogna passare attraverso delle mediazioni inevitabili che naturalmente non devono mettere in discussione per il Pd alcuni principi fondamentali".
Come l'articolo 18?
"Il tema della riforma del mercato del lavoro è la grande occasione che va utilizzata, come detto da Napolitano, per rilanciare una grande coesione sociale. Quindi va affrontata con la pazienza e la determinazione di tutto il mondo del lavoro e quella delle imprese. Fatta questa premessa il Pd ha all'interno delle opinioni diverse, ma si è trovata una mediazione che si è messa a disposizione del confronto. Ora il dibattito deve passare alle forze sociali. Poi in futuro, quando sarà raggiunto un accordo, la politica dovrà trasformare l'accordo in provvedimenti legislativi. Solo a quel punto faremo una valutazione di carattere politico".


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































