Amicizia Italia-Libia: riattivato il trattato

Italia e Libia hanno deciso di riattivare il Trattato di amicizia firmato nel 2008 a Bengasi e sospeso durante il conflitto che ha condotto alla fine del regime di Muammar Gheddafi. Ad annunciarlo sono stati il premier, Mario Monti, e il presidente del Consiglio nazionale Transitorio libico, Mustafa Abdel Jalil, che a Palazzo Chigi hanno avuto un incontro di un'ora e mezza. "Con Jalil abbiamo deciso di riattivare il Trattato di amicizia la cui applicazione era stata sospesa", ha comunicato Monti, seguito a stretto giro da Jalil, secondo cui la riattivazione del protocollo "e' nell'interesse dei due Paesi".
L'accordo, su cui il Cnt avrebbe espresso in passato perplessita' per alcuni punti, garantisce la cooperazione nella lotta contro l'immigrazione clandestina, assicurando maggiori controlli lungo le coste libiche, e una serie di investimenti italiani in Libia. Prevede anche un risarcimento economico alla Libia per l'epoca coloniale pari a 4 miliardi di euro in 25 anni, in cambio di un'attenzione alle aziende italiane nelle commesse pubbliche.
Jalil e' stato poi ricevuto al Quirinale dal presidente Giorgio Napolitano, alla presenza del ministro degli Esteri, Giulio Terzi. E nel pomeriggio ha incontrato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a Montecitorio.
"La Libia con il presidente Jalil sta coronando le sue aspirazioni alla liberta' e alla democrazia", ha affermato Monti, che a meta' gennaio si rechera' in visita a Tripoli. Il premier ha voluto anche complimentarsi con il Cnt per la "determinazione mostrata in ogni momento ad evitare qualsiasi atteggiamento vendicativo" verso gli esponenti dell'ex regime.
Quindi, la conferma dell'impegno economico a fianco di Tripoli, a partire dallo scongelamento, da parte di Roma, dei fondi libici, passati da 230 a 600 milioni di euro. L'Italia sara' in prima linea anche nella ricostruzione ed e' pronta a dare assistenza nei settori strategici, dalla sicurezza all'energia alle infrastrutture. Quanto ai crediti delle aziende italiane in Libia, Monti ha spiegato di aver convenuto con Jalil "sull'importanza delle procedure per il riconoscimento e la certificazione" di tali crediti e sul possibile uso a tale scopo dei fondi scongelati. Jalil ha confermato l'intesa, "purche' si tratti di crediti reali e legittimi. Noi ci adoperiamo per la piena trasparenza", ha precisato. Oltre a un ringraziamento all'ex premier, Silvio Berlusconi, il cui governo "fin dall'inizio" ha sostenuto la rivolta, Jalil ha reso omaggio al "coraggio" e alla "dedizione al lavoro" dell'Eni, che "ha ormai raggiunto il 70% della produzione precedente".


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