Ambiente, ministero sul lastrico. Prestigiacomo: "Non voto la legge"
Il nuovo testo sul rendiconto generale dello Stato insieme alle leggi di bilancio e stabilità è la soluzione di Berlusconi per superare l'impasse istituzionale dopo la bocciatura martedì scorso del ddl sul rendiconto generale del 2010 alla Camera. Ed è già polemica nel governo, con i ministri sul piede di guerra contro Giulio Tremonti a causa dei cosiddetti tagli 'linearì contenuti nella legge di stabilità.
MINISTERO DELL'AMBIENTE - "Ovviamente non potrò votare né in Consiglio dei Ministri né in Parlamento una legge di stabilità che di fatto cancella il ministero dell'Ambiente". E' quanto afferma il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo in merito alle voci di ulteriori tagli al suo ministero. In quattro anni tagli per il 90%: dal 1,3 miliardi di euro del 2008, previsti per interventi ambientali, a 120 milioni di euro nel 2012. Questi, a quanto si é appreso, i tagli per il ministero dell'Ambiente in vista della definizione degli ulteriori interventi che verranno decisi domani dal Consiglio dei Ministri.
Tlc - Sottrarre risorse alla banda larga e al settore tlc rappresenta ''un grave danno''. Lo afferma il ministero dello Sviluppo economico, in relazione alle anticipazioni di stampa sulla legge di stabilita' sulla destinazione dei fondi raccolti con l'asta 4G, che avrebbero dovuto essere reinvestiti nel settore tlc. "I contenuti della nuova legge di stabilità riportati oggi dalla stampa - si legge in una nota del ministero - appaiono in evidente contrasto con quanto previsto circa la destinazione delle risorse della gara per le frequenze 4G, gestita nella sua totalità dal Mise. La legge 220/2010 - ricorda il comunicato - dispone infatti che 'eventuali maggiori entrate accertate rispetto alla stima' di 2,4 miliardi di euro 'sono riassegnate nello stesso anno al Mise per misure di sostegno al settore, da definire con apposito decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell'economia e delle Finanzé.
La legge 111/2011 precisa che una quota 'non superiore al 50% delle eventuali maggiori entrate accertate rispetto alla stima' di 2,4 miliardi di euro 'sono riassegnate nello stesso anno al Mise per misure di sostegno al settore'". Il ministero evidenzia quindi che "il successo della gara 4G é stato determinato anche e soprattutto dal fatto che le società di telecomunicazione hanno formulato le proprie offerte, nel corso della gara, nella consapevolezza normativa che una parte delle risorse sarebbe stata reinvestita nel settore Tlc. E' bene ricordare - sottolinea Via Veneto - che l'investimento di questi fondi in innovativi progetti di infrastrutturazione delle reti farà da volano all'investimento di ulteriori risorse private, con un rilevante effetto anticiclico, sia sul fronte economico che occupazionale". Oltre alla riduzione del deficit assicurata dalla gara 4G, il Mise "sta dando un forte contributo sia sul fronte del contenimento della spesa, sia su quello della tutela degli investimenti strategici per il governo e per il Paese. Come ampiamente condiviso dai gruppi parlamentari di maggioranza, è dunque necessario garantire, anche sul fronte delle Tlc, la continuità degli investimenti e della crescita. Diversamente, - conclude la nota - si arrecherebbe un danno grave al settore e all'Italia".


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