Allarme Ue, Mr Pesc Ashton è inquietante
Catherine Ashton, responsabile per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, non riesce ad ingranare la marcia. Le prime perplessità sulla sua nomina non si sono ancosa dissipate, anzi sono accresciute notevolmente dopo gli ultimi avvenimenti. L'ultimo è la sua partenza per Haiti. La decisione della baronessa inglese ha suscitato notevoli perplessità: il sisma nello Stato caraibico è avvenuto ormai due mesi fa e ora l’emergenza si è spostata in Cile. Secondo il Telegraph, scegliendo di recarsi finalmente ad Haiti, la signora Ashton “si piega alle pressioni” internazionali. Da tempo, infatti, nelle varie capitali europee ci si chiedeva cosa fosse stata eletta a fare la nuova Lady Pesc se - come ha detto il ministro per le politiche comunitarie francese Pierre Lellouche - nel luogo della catastrofe non aveva neanche “sventolato la bandiera dell’Europa”. “Non sono un dottore né un pompiere. L’unico contributo che avrei potuto dare sul luogo sarebbe stato occupare spazio prezioso in aereo”, aveva risposto la baronessa. Un’ironia che molti a Bruxelles non hanno apprezzato.
Le critiche arrivano anche dalla Spagna. Il quotidiano El Paìs, in un editoriale intitolato «inquietante Ashton», mette in discussione l'operato nei primi due mesi di attività del nuovo Alto Rappresentante per la politica estera Ue chiedendosi se il Consiglio europeo non dovrebbe "riconsiderare" la sua nomina. "Le prime decisioni della responsabile della politica estera Ue suscitano allarme", scrive El Pais, rilevando come "i suoi primi passi" siano stati "più che deludenti".
Il giornale evoca "la sua nulla reazione davanti alla drammatica crisi umanitaria di Haiti" che "ha fatto dell'Unione un attore inesistente". O la recente nomina a nuovo ambasciatore europeo a Washington, in sostituzione di un ex-primo ministro irlandese, di "un alto funzionario il cui compito più importante è stato quello di fare il capo gabinetto del suo superiore, il presidente Manuel Barroso". Una nomina che "suscita interrogativi sull'applicazione dei criteri di merito ed esperienza, o al contrario di prossimità e di favoritismo, per la copertura di incarichi di massima rilevanza". Secondo El Pais se "gli standard" di Ashton continueranno ad essere "quelli impiegati per questa prima designazione", "sarà meglio che il Consiglio europeo riconsideri la sua nomina".
![]() Van Rompuy-Ashton |
Ma non è la prima volta che la Ashton suscita molte perplessità. Ha pesato come un macigno il suo silenzio dopo la decisione libica di bloccare i visti ai cittadini dell'area Schengen. Da più parti si sono alzate voci sulla sua scarsa preparazione in politica internazione, come era già emerso dagli esami a cui la commissaria si era sottoposta prima dell'insediamento del Barroso bis. E ora, dopo la scadente performance della baronessa sono in molti a chiedersi se forse non era meglio l'ex premier ed ex ministro degli Esteri italiano, Massimo D'Alema.
Dall’elezione della Ashton e di Herman Van Rompuy (nuovo presidente stabile del Consiglio europeo) l’Europa sembra più impacciata e meno efficace di prima in campo internazionale. Troppe le incomprensioni tra le varie istituzioni avvenute negli ultimi mesi. Se la più clamorosa è l’annullamento del summit bilaterale con gli Usa da parte di Barack Obama, secondo il quale non era chiaro con chi dovesse confrontarsi, non mancano altri segnali negativi. È evidente che tra Van Rompuy e la presidenza spagnola siano emerse aspre divergenze su chi dovesse tenere il timone dei vertici europei. E che sul servizio diplomatico, in particolare sulla nomina del nuovo ambasciatore a Washington, si sia verificata una profonda spaccatura tra Consiglio e Commissione.
La confusione si è arricchita lunedì con i due messaggi di cordoglio inviati nel giro di tre minuti in Cile, il primo dal presidente della Commissione José Manuel Durao Barroso, il secondo dalla signora Ashton. Un’assenza di comunicazione tra i due che lascia sbalorditi, specie alla luce del fatto che la baronessa è a tutti gli effetti anche la vice di Barroso. Mentre la Ashton partirà per Haiti, in Cile andrà – tanto per aumentare la confusione dei ruoli - la commissaria agli Aiuti umanitari Kristalina Georgieva. Chissà se l'Ue ritroverà di nuovo la rotta... Per ora ognuno va per conto suo.



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