Caliendo, no alla mozione di sfiducia. Ma il governo non ha più i numeri

Mercoledì, 4 agosto 2010 - 17:57:00


L'ANALISI/ Terza carica dello Stato e leader di una fazione. Tutte le contraddizioni di Zelig Fini

IL COMMENTO 1/ E ora il presidente della Camera detta la linea ai "suoi" ministri

IL COMMENTO 2/ Fini, Casini e Rutelli nuovi o lavati con Perlana?

Tutto come previsto. L'aula della Camera, in un clima infuocato, ha respinto la mozione di sfiducia presentata dall'Idv al sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo. I voti contrari, quelli che sono stati cioè a sostegno dell'esponente del governo, sono stati 299; quelli favorevoli, invece, 229. Va però registrata la presenza di 75 astensioni, quelle di finiani, Udc, Mpa e Api.

Questi voti, aggiunti a quelli pro-sfiducia dati da Pd e Idv, portano ad un totale di 304 voti non favorevoli al sottosegretario ed è questo il dato politico più significativo attorno a cui da alcuni giorni ruota il dibattito tra maggioranza e opposizione e all'interno dello stesso centrodestra. Le astensioni sono state in ogni caso meno delle 84 potenziali conteggiate alla vigilia. Popolo della Libertà e Lega, di fatto, a Montecitorio sono in minoranza e ben lontani dal quorum di 316 voti.

In aula, a votare la mozione Caliendo, i presenti erano 603, e dunque la maggioranza, fermatasi a quota 299 voti, non raggiunge oggi neppure la maggioranza dei presenti di 302 voti. Nei 299 voti del centrodestra poi, sono del Pdl 231 voti e della Lega 58. In totale 289 voti, ai quali si devono aggiungere altri 10 voti pescati nelle varie componenti del gruppo misto. Da rilevare che oltre a Chiara Moroni, la quale ha detto in aula che non avrebbe parrtecipato al voto, altri esponenti del Pdl non hanno votato. Si tratta di Gennaro Malgieri, amico di lunga data del presidente della Camera Gianfranco Fini, dell'ex An Carlo Nola e del responsabile online del Pdl Antonio Palmieri.

BOSSI: SEGNALE CHE RESISTIAMO. ORA NON SI VA AL VOTO - Il ministro per l'attuazione per il Federalismo e leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ha commentato la bocciatura della mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, dicendo che "questo è il segnale che resistiamo. Adesso non si va al voto". La Lega dice "no ad esecutivi tecnici: stiamo con Berlusconi". Lo assicura il leader del Carroccio Bossi. Che boccia ipotesi di maggioranze diverse, "non vanno bene", e boccia anche un nascente terzo polo: "Secondo me non ha futuro. C'è chi per far danni agli altri fa danno a se stesso". In ogni caso, "la preoccupazione che il governo cada c'è sempre", ma in quel caso si andrebbe a votare "e se si va a votare la Lega stravince: non temiamo il voto". 

"Silvio, Silvio", urlano dai banchi della maggioranza. Silvio Berlusconi entra in Aula alla Camera, dopo l'intervento di Fabrizio Cicchitto. I dipietristi invece, durante tutti gli interventi, hanno scandito "elezioni, elezioni". Diversi i contatti in Aula, come quello tra Maroni e Casini.

IL DIBATTITO IN AULA

CICCHITTO: NO SFIDUCIA, FORSENNATO GIUSTIZIALISMO - 'Questo forsennato ricorso al giustizialismo come strumento di lotta a Silvio Berlusconi, visto che i voti non ci stanno, e' un prodotto della crisi della sinistra italiana'. Lo ha affermato il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto nell'annunciare in aula, alla Camera, il no alla mozione di sfiducia a Giacomo Caliendo, 'colpevole di nulla', ha tra l'altro detto. Fabrizio Cicchitto nel proclamare "un no alto e forte" alla mozione di sfiducia nei confronti di Giacomo Caliendo, concentra il suo intervento contro "il network della sorveglianza" e la pratica dello "sputtanamento personale per voyeur" messo in atto dalla "deriva giustizialista" dell'opposizione. "E' immorale che almeno una volta al mese noi veniamo chiamati qui per un rito tribale, che prevede un sacrificio umano al giustizialismo, che ha sostituito altri miti fortunatamente finiti nell'89", dice Cicchito che accusa "il giornale-partito Repubblica" di alimentare questo clima. "Questo forsennato ricorso al giustizialismo come strumento di lotta a Silvio Berlusconi, visto che i voti non ci stanno, e' un prodotto della crisi della sinistra italiana", incalza il capogruppo del Pdl. "Non daremo lo scalpo di Caliendo che e' innocente a Di Pietro e i suoi seguaci del Pd", conclude.
 
FRANCESCHINI "EMERGE SISTEMA MALATO E BASATO SU IMPUNITA'" - "Noi crediamo che in politica ci sia ancora spazio per battaglie di valori, per richiamare principi di legalita' e di trasparenza". Lo ha detto il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, annunciando il voto favorevole alla mozione di sfiducia contro il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. Franceschini ha citato casi di dimissioni di esponenti del governo all'estero anche per vicende di lieve entita': "Questi sono Paesi normali". "Il sistema che sta uscendo allo scoperto - ha spiegato l'esponente del Pd -, e' malato, basato sulla confusione tra politica e affari, su un senso di impunita' e onnipotenza. Non esistono reati e non esistono processi per chi ha vinto le elezioni, e se ci sono i processi si cambiano le leggi. Sulla legalita' non ci dovrebbero essere differenze tra destra e sinistra". "E' grave che il ministro Alfano abbia espresso qui un giudizio sulle indagini, non si e' mai visto", ha sottolineato Franceschini.
 
REGUZZONI: MOZIONE STRUMENTALE, CONTRO IL GOVERNO - La mozione di sfiducia a Caliendo e' "un pretesto per attaccare il governo, e' strumentale". Lo afferma Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega nord, che sottolinea come il governo sia "impegnato a riformare il paese" e cita i "risultati ottenuti sulla legalita' e la legalita' si combatte- prosegue rivolto a Della Vedova- combattendo l'immigrazione clandestina, l'abusivismo. Vogliono impedire il prosieguo dell'azione di governo dei fatti, noi andiamo avanti". Infine il leghista sottolinea che chi "parla di legalita' vuole tenere i fatti cosi' come sono". Il leghista svolge il suo intervento tra le proteste dei finiani che non gradiscono il passaggio sull'immigrazione.

CASINI: NON ACCETTIAMO LEZIONI DI TRASFORMISMO DA CHI CE LO CHIEDE - 'Il dibattito di oggi assume un significato piu' ampio. Vorrei rassicurare tutti, anche quei ministri che si scoprono leoni nello scomunicare tutti gli altri mentre fino a ieri sono stati conigli nel difendere le loro amministrazioni dai tagli lineari'. Lo dice Pier Ferdinando Casini nel suo intervento in aula alla Camera per le dichiarazioni di voto sulla mozione Caliendo. Casini avverte: 'Non c'e' trasformismo, non c'e' la Democrazia cristiana, non c'e' il grande centro, non ci sono manovre di Palazzo. Non possiamo avere lezioni di trasformismo da chi in privato e in pubblico ha provato a chiederci atti di trasformismo, che noi abbiamo rifiutato, per aiutare questa maggioranza', scandisce il leader Udc.

DI PIETRO: IDV CHIEDE ANCHE DIMISSIONI BERLUSCONI - 'Noi non chiediamo solo le dimissioni di Caliendo ma anche che premier Berlusconi faccia al piu' presto le valigie. Berlusconi che se ne sta li', novello Nerone, sulla sua terrazza dorata e con le sue ancelle prezzolate'. Lo a affermato il leader dell'Idv Antonio Di Pietro nel suo intervento alla Camera durante le dichiarazioni di voto sulla sfiducia al sottosegretario Caliendo. 'Sfiduciare Caliendo oggi per sfiduciare l'intero governo domani', ha aggiunto.
 
DELLA VEDOVA (FLI): NON SIAMO PARTITO NUOVO MA UN FATTO NUOVO - 'Volevamo stare nel Pdl ma in modo categorico ci e' stato detto che non era possibile: non abbiamo capito ma ci adeguiamo'. Cosi' ha esordito Benedetto Dalla Vedova, vicecapogruppo di Futuro e liberta' (Fli) nella dichiarazione di voto sulla mozione di sfiducia a Caliendo su cui ha annunciato l'astensione. Ancora sull'aspetto politico della nascita del nuovo gruppo, Dalla Vedova ha sottolineato che 'siamo nella maggioranza e sosterremo l'esecutivo nell'attuazione del programma'. Cio' che e' fuori pero' sara' oggetto di confronto, ha detto Dalla Vedova facendo osservare che la maggioranza da oggi e' articolata in tre gruppi. Per quanto riguarda la mozione 'noi -ha affermato- siamo garantisti senza se e senza ma. Siamo contro gli opposti estremismi dei giustizialisti e dei garantisti pelosi'. Dalla Vedova pur riconoscendo che e' vero che non sono emerse responsabilita' penali ma 'sarebbe da irresponsabili ignorare gli aspetti politici' di questi fatti. 'Non e' irrilevante' ha proseguito Dalla Vedova che Caliendo 'abbia fatto pressioni' su interventi giudiziari. Sulla decisione della astensione 'e' molto positivo -ha sottolineato- che si siano ritrovati gruppi di maggioranza e di opposizione. Questo non e' un terzo polo, non e' un nuovo partito, ma e' un effetto nuovo e non ci devono essere steccati'.

Calidendo/ Alfano: "La P3? Costruzione di pm e sinistra"

"Sui principi non ci si astiene". Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si riallaccia indirettamente alle parole di Silvio Berlusconi concludendo il suo intervento alla Camera nel giorno in cui l'assemblea di Montecitorio è chiamata a votare la mozione di sfiducia sul sottosegretario Giacomo Caliendo, coinvolto nell'inchiesta sulla cosiddetta loggia massonica 'P3'. Un'inchiesta che per il Guardasigilli altro non sarebbe che una "costruzione dei pm e della sinistra".

Alfano ha ribadito la linea garantista del governo e ha ammonito quanti invocano le dimissioni come atto dovuto in presenza di un'iscrizione nel registro degli indagati: "E' una posizione pericolosa e che rischia in futuro di ritorcersi anche contro chi oggi la sostiene - ha detto il Guardasigilli -. Deve invece valere il principio che per tutti i cittadini italiani, anche i membri del governo, debba valere la presunzione di innocenza". Il ministro ha ribadito la linea garantista dell'esecutivo e della maggioranza e ha lanciato un monito, senza mai citarli, anche ai finiani, parlando di «tatticismo parlamentare di un solo giorno» a cui il principio garantista verrebbe sacrificato.

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