Albertini, l'ex sindaco di Milano che si fece fotografare in mutande, ad Affaritaliani.it: è una bella ragazza e la sua protesta si è trasformata in approvazione. Poi rivela: fui accolto da Maurizio Romiti... Così è nato il mito degli slip di cashmere

Mercoledì, 28 dicembre 2011 - 11:39:00


 

albertini mutande

Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano che si fece fotografare in mutande, commenta con Affaritaliani.it la scelta di Monica Castro, consigliera del Pdl del comune di Calenzano (Fi) che si è spogliata in aula rimanendo in mutande e reggiseno per protestare contro la manovra di Monti. "Il mio non era un atto di protesta ma una condizione spontanea e la mia intenzione era quella di promuovere la città e la moda. Occasionale perché la domenica prima avevo indossato le ciabatte da bagno di Dolce & Gabbana, lì con me c'era Isabella Rossellini e le telecamere sono state puntate sui miei piedi. Fu una notizia epocale. Quando andai da Valentino fui accolto da Maurizio Romiti, mio amico a.d. di HDC e figlio di Cesare Romiti, ancora più mio amico, il quale mi disse 'hai sfilato per la concorrenza'. Allora io dissi a lui: 'Se avete delle ciabatte le metto anche per voi'. 'No, abbiamo costumi da bagno'. E mi offri un cesto, presi l'oggetto che mi sembrava più serio ma erano mutande di cashmere. Quando mi stavo spogliando ho pensato che forse qualcuno avrebbe avuto qualcosa da dire sul sindaco di Milano in quello stato e ne parlarono anche i giornali americani e tutti i tg nazionali. E' un gesto che ricordo come un'imitazione sui generis di quello che fece Giuliani, primo cittadino di New York, quando andò vestito da donna a una festa di beneficienza. Una cosa strana, ma l'ho fatto perché tutti si devono ricordare che Milano è la capitale europea della moda. Il mio non è stato un gesto di protesta ma una promozione. Poi grazie all'imitazione che fece Teo Teocoli, colpito da un gesto insolito per una persona normalmente schiva e riservata, mi rese anche più simpatico. Ma la cosa finì lì e non è confrontabile con il caso di Monica Castro. Posso dire che lei è una bella ragazza e che la sua protesta si è trasformata in approvazione. Ma lo dico come una battuta, perché in una sede istituzionale bisogna sempre indossare un abito adatto al luogo. E le mutande non lo sono".



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