Ahmadinejad-Chavez battute sulla bomba e invettive contro gli Stati Uniti
Abbracci e lodi sperticate, invettive all'indirizzo del comune nemico, "la follia imperialista" statunitense, ma anche battute sulla bomba atomica a disposizione di ciascuno. La quinta visita del leader iraniano,

Venezuela, dal suo omologo e "fratello vero", Hugo Chavez, si e' svolta nel contesto di forte tensione internazionale per il programma nucleare iraniano. "Quando ci incontriamo i diavoli impazziscono", ha detto il venezuelano con tono beffardo. "Il presidente Chavez e' il campione della guerra all'imperialismo", lo ha ricambiato Ahmadinejad. In concreto pero' i due Paesi hanno firmato solo vaghi accordi di cooperazione e Chavez non ha chiarito se cercherebbe di aggirare le sanzioni fornendo a Teheran combustibile o contanti. Entrambi sono apparsi anche piuttosto cauti sulle questioni piu' delicate, compresa la minaccia iraniana di chiudere lo Stretto di Hormuz, canale cruciale per il commercio mondiale di petrolio. Ma come gli accade spesso, il teatrale e provocatorio Chavez ha messo il dito su quello che e' il nodo dolente della politica mondiale e ha scherzato sulla bomba che sarebbe pronta sotto una collinetta erbosa di fronte al suo palazzo di Miraflores: "Quella collina adesso si aprira' e ne uscira' un'enorme bomba atomica", ha scherzato tra l'ilarita' generale. Il tour latino-americano di Ahmadinejad continua oggi in Nicaragua e proseguira' verso Cuba, Ecuador e Guatemala.


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