Afghanistan, sei morti tra i militari italiani
Le salme dei militari italiani morti nell'attentato di Kabul, saranno trasferite in Italia con un volo che atterrerà a Ciampino nella mattinata di domenica. Sarà un aereo da trasporto C-130J della 46° Brigata dell'Aeronautica militare a riportare in Italia i corpi dei sei paracadutisti della Folgore. Il velivolo decollerà da Kabul nella serata di sabato per effettuare uno scalo tecnico ad Abu Dhabi e proseguire poi alla volta di Roma. Lunedì i funerali solenni nella basilica di San Paolo a Roma, lutto nazionale e un minuto di silenzio nelle scuole e negli uffici pubblici.
"La maggioranza degli italiani è per il ritiro dall'Afghanistan", lo afferma ad Affaritaliani.it Renato Mannheimer. "Il sondaggio è stata fatto qualche settimana fa, quindi è probabile che questa maggioranza che era attorno al 60%, si sia incrementato".
"Esultiamo per la morte dei militari italiani: forza Talebani". Un gruppo su Facebook fa inorridere la rete. Fondato da una sedicente ragazza bionda (foto probabilmente falsa) che si fa chiamare Sofia B, il gruppo è satto già stato rimosso e cancellato dagli amministratori del social network con la seguente spiegazione: "Questo messaggio presentava contenuti che sono stati rimossi o resi invisibili in base alle impostazioni sulla privacy". Al suo posto ci sono quattro altri gruppi con circa cinquecento adesioni complessive che ne chiedono l'immediata eliminazione. Tanti i gruppi attivi su Facebook per onorare i sei militari italiani caduti, e gli iscritti sono gia' quasi 600.
"TRANSITION STRATEGY". "Noi avevamo già un progetto, sempre condiviso con gli alleati, di riportare a casa i soldati che avevamo mandato in occasione del periodo elettorale. E poi bisognerà mettere a punto una transition strategy per caricare di maggiore responsabilità il nuovo governo". Il presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi, è tornato sulla presenza militare italia in Afghanistan dopo l'attentato di Kabul. Berlusconi è stato in visita a sorpresa al sacrario dell'esercito a Roma, dove molti cittadini hanno portato fiori in memoria delle vittime di ieri.
Berlusconi pensa a una exit strategy ma d'accordo con gli alleati. Il ritiro dall'Afghanistan di cinquecento miltari italiani "è un qualcosa che dovremo decidere sia sul tavolo del governo e della maggioranza sia in contatto con i nostri alleati. Tutti gli alleati hanno aumentato il numero dei loro contingenti per le elezioni: dovremo decidere tutti insieme e insieme penso che provvederemo a ritirare questa parte in piu' delle nostre truppe nelle prossime settimane".
Il premier ha ricordato che l'Italia ha inviato circa cinquecento soldati in Afghanistan in occasione delle elezioni di agosto "per mantenere l'ordine nel periodo delle elezioni". Elezioni, ha aggiunto, che si sono svolte "con esito che pare che corrisponde alle reali intenzioni di voto dei cittadini afghani e quindi almeno cinquecento uomini li potremo riportare a casa". Il presidente del Consiglio ha aggiunto che "dicembre non è un limite perché non si puo' mettere un limite" ma "è necessario parlarne con gli alleati". Il premier infine ha sottolineato che al prossimo Consiglio di ottobre sara' messo all'ordine del giorno anche l'Afghanistan.
Nella missione internazionale in Afghanistan "va cambiato molto". Ad ammetterlo, in un'intervista al "Corriere della Sera", e' il ministro degli Esteri, Franco Frattini. "Dobbiamo ancora conquistare la fiducia e i cuori degli afgani", spiega. "Va attuato cio' di cui parliamo da quando la nuova amministrazione americana ha pubblicato la revisione della sua politica sull'Afghanistan. Occorre moltiplicare il 'metodo Italia', approccio che abbina sicurezza e grande professionalita' con l'attenzione alla gente che soffre, alla ricostruzione".
LA CRONACA
Attacco ai militari italiani in Afghanistan. Sulla strada per l'aeroporto di Kabul, un'autobomba è esplosa contro due blindati italiani Lince. Sei paracadutisti della Folgore sono morti: un'auto carica di esplosivo si è lanciata contro il primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e cinque gli occupanti. La sesta vittima sul secondo Lince. Feriti gravemente gli altri quattro commilitoni che sedevano con lui a bordo del blindato.
I NOMI. Fonti della Difesa hanno diffuso i nomi di cinque dei sei militari rimasti uccisi. Si tratta del tenente Antonio Fortunato, di Lago Negro in provincia di Potenza; il primo caporal maggiore Matteo Mureddu, di Oristano; il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto nativo di Garus in Svizzera; il sergente maggiore Roberto Valente di Napoli; il primo caporal maggiore Giandomenico Pistonami, di Orvieto.
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Appartenevano al 186esimo Reggimento Paracadutisti di stanza a Pisa: quattro caporal maggiore; un sergente maggiore, e il tenente che comandava i due blindati. Il convoglio assaltato rientrava al quartier generale del contingente dopo aver raccolto all'aeroporto un paio di paracadutisti appena sbarcati dall'aereo che li aveva riaccompagnati a Kabul dopo una licenza. Le salme dei sei militari morti potrebbero rientrare in Italia già "venerdì o sabato". Lo ha detto il colonnello Benito Milani, comandante del 186esimo reggimento paracadutisti della Folgore di stanza a Siena. Bandiera a mezz'asta davanti alla caserama 'Roberto Bandini' di Siena, sede del 186esimo reggimento paracadutisti 'Folgore'.
I FAMILIARI. Era stato due volte in Bosnia e Erzegovina, due volte in Jugoslavia, due in Afghanistan, una volta in Iraq, Albania, e in Italia aveva svolto la missione Riace il sergente maggiore Roberto Valente, appartenente alla 187esima Brigata paracadutisti della Folgore. "Ha avuto vari elogi - spiega il colonnello dell'esercito Luigi Masiello - si è comportato in maniera esemplare. Era un sottufficiale di punta di un reggimento di punta della Brigata Folgore". Matteo Mareddu era stato l'ultima volta nel suo paese, Solarussa (Oristano) a maggio. Il militare, era venuto a salutare i genitori e gli altri familiari, prima di partire per la missione in Afghanistan nella quale era impegnato da quasi quattro mesi. "Ma perche' la chiamano missione di pace?" E' la domanda che tra le lacrime Greca Mura, la mamma del caporalmaggiore di Solarussa, Matteo Mureddu, morto nell'attentato di Kabul, ha rivolto alla parlamentare oristanese del Partito Democratico, Caterina Pes. "Un dolore troppo grande". Hanno saputo da poco che il loro Massimiliano era morto nell'attacco terroristico in Afghanistan. A portare la notizia alla famiglia Randino, papà Mario e mamma Anna D'Amato, sono stati i militari dell'arma.
La Toyota fatta deflagrare da un attentatore suicida vicino ai due mezzi Lince italiani a Kabul "era imbottita con almeno 150 chilogrammi di esplosivo". A riferirlo è stato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, nell'informativa urgente alla Camera sull'attentato in cui hanno perso la vita sei militari italiani.
MORTI ANCHE MOLTI CIVILI. Nell'attentato ai blindati italiani, morti anche parecchi civili. Il ministero dell'Interno afghano ha contato almeno15 vittime e oltre 50 feriti. Un cratere sull'asfalto. Decine di veicoli hanno preso fuoco. Sull'asfalto della strada, l'esplosione, ha provocato un cratere profondo quasi un metro. Nelle immagini di una tv locale si vede un mezzo militare italiano danneggiato, con le lamiere annerite dal fuoco, accanto al quale soldati italiani stendono un telo sul corpo di un collega morto.
SCOPPIA LA POLEMICA NEL GOVERNO. Bossi rilancia: spero a Natale tutti a casa. Ma Maroni e La Russa la pensa diversamente. Il ministro della Difesa: "Se Bossi parla di rientro dei militari della Folgore attualmente impegnati in Afghanistan allora ha ragione, altrimenti sarebbe una dichiarazione incomprensibile". Il premire media: la missione è essenziale. Ma siamo tutti convinti che si debbano portare a casa i nostri ragazzi al più presto.
LE DRAMMATICHE IMMAGINI DELL'ATTENTATO
I TALEBANI RIVENDICANO CON UN SMS. Un portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid, ha rivendicato l’attentato. In un messaggio sms il portavoce ha riferito che un uomo di nome Hayutullah si è fatto esplodere contro il convoglio militare dell’Isaf, nel centro della capitale. L'esplosione è avvenuta nel centro della capitale, all'altezza della "rotonda di Massud", un incrocio stradale rallentato da check point che controllano il traffico verso l'aeroporto, verso il comando Nato Isaf e verso l'ambasciata americana.
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