Afghanistan/ Votò Britney Spears. Si val al ballottaggio
Alle presidenziali in Afghanistan "votò" anche Britney Spears. Quella dei registri elettorali gonfiati con nomi femminili fittizi è una delle tante irregolarità emerse nella consultazione del 20 agosto. La regina del pop era finita nella lista degli elettori nella provincia di Kandahar, raccaforte talebana nel sud. Lì, come in altre zone molto conservatrici, la Commissione elettorale aveva permesso agli uomini di iscrivere nei registri fino a 15 elettrici, con la motivazione che per motivi culturali e religiosi alle donne non era consentito uscire di casa. Di qui, come ha raccontato la stampa inglese, il paradosso del boom di donne iscritte (73mila contro 38.500 uomini a Khost, 87mila contro 50mila uomini a Paktia), che ha favorito i tanti brogli denunciati dalla Commissione per i reclami. 
Karzai-Abdullah
SI VA AL BALLOTTAGGIO. La Commissione elettorale indipendente dell'Afghanistan ha convocato un ballottaggio per le presidenziali per il 7 novembre. La decisione è stata annunciata alla luce dei risultati definitivi del voto del 20 agosto dopo il riconteggio della Commissione per i reclami dell'Onu, che ha dato il presidente uscente Hamid Karzai al 49,67%, quindi sotto la meta' dei voti piu' uno necessari per essere eletto al primo turno. Karzai ha salutato il ballottaggio come un passo avanti per la democrazia nel Paese. "Questo non e' il momento giusto per discutere delle inchieste", ha dichiarato a proposito dei brogli accertati dalla Commissione per i reclami, "questo e' il momento di nadare avanti verso la stabilità e l'unità nazionale". "Chiedo alla nostra nazione di trasformare tutto questo in un'opportunita' per rafforzare la determinazione e la invito a far avanzare il nostro Paese e a partecipare alla nuova tornata elettorale", ha affermato Karzai nel corso di una conferenza stampa.
LE REAZIONI/ Per il presidente della Commissione Esteri del Senato John Kerry il ballottaggio rappresenta "una grande opportunità". "Con l'Afghanistan che si trova ad affrontare sfide straordinarie, un momento di grande incertezza e' stato trasformato in un tempo di grande opportunita'", ha affermato. Soddisfatto anche il rivale di Karzai, l'ex ministro degli Esteri Abdullah. "Avevamo sperato che il presidente accettasse il ballottaggio e siamo pronti e pienamente preparati per il secondo turno", ha affermato il portavoce Fazel Sangcharaki.
Barack Obama ha sottolineato che "ora e' vitale che tutti gli elementi della societa' afghana continuino a far avanzare la democrazia, la pace e la giustizia". "Guardiamo con favore al ballottaggio e al completamento del processo per scegliere il nuovo presidente dell'Afghanistan", ha affermato il titolare della Casa Bianca in un comunicato. Il premier britannico, Gordon Brown, ha lodato il "senso dello Stato" dimostrato da Karzai nell'accettare il ballottaggio e nel "mettere in chiaro che si deve seguire la via costituzionale".
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi conferma che la "comunita' internazionale continuera' ad assistere" le forze afghane "per offrire maggiori possibilita' di votare per il secondo turno" delle elezioni presidenziali. "Vorrei congratularmi con il popolo afgano - dice Berlusconi in un comunicato - per la pazienza e la perseveranza che ha dimostrato durante tutto questo lungo processo elettorale. Il popolo afgano si e' espresso ed ha accordato il suo sostegno ai propri leader. Apprezzo l'impegno di tutti i candidati presidenziali che hanno partecipato alle elezioni e spero che ognuno di loro esercitera' un ruolo a servizio del futuro del Paese. La circostanza che le elezioni abbiano consentito al popolo afgano di effettuare una scelta autentica e' un segnale promettente per il processo democratico dell'Afghanistan. Mi congratulo con il Presidente Karzai che ha raccolto sostegni in tutto il Paese e tra tutti i gruppi etnici. Mi congratulo anche con il Dottor Abdullah per il risultato da lui ottenuto. Queste elezioni sono state competitive ma non divisive ed e' vitale che tutti i leader politici lavorino per far progredire la democrazia e l'unita' nazionale della Repubblica Islamica dell'Afghanistan. Apprezzo le odierne dichiarazioni del Presidente Karzai. Durante il lungo e difficile processo elettorale egli ha dimostrato doti di statista ed il suo Governo merita i ringraziamenti del popolo afgano e della comunita' internazionale per esser riuscito a far svolgere le elezioni nelle circostanze piu' difficili. Apprezzo anche il lavoro dalla Commissione elettorale indipendente e dalla Commissione sui ricorsi elettorali. Non vi sono dubbi sul fatto che vi siano state delle frodi e condanno questa circostanza, ma le misure di tutela del voto hanno funzionato. L'essere riusciti ad effettuare una consultazione elettorale in simili, difficili, circostanze e' una grande prova di coraggio da parte del popolo afgano. Riconosco che le condizioni di insicurezza in alcune aree del Paese hanno fatto si' che non tutti gli Afgani potessero esprimere il loro voto. La comunita' internazionale continuera' ad assistere le Forze di Sicurezza Nazionale Afgane per offrire maggiori possibilita' di votare al secondo turno. Spero che dopo le elezioni tutti i leader afgani sosterranno un programma che possa garantire l'edificazione di quel Paese democratico, sicuro, stabile e prospero che il popolo afgano merita".
GATES: DECISIONE SU TRUPPE NON PUO' ATTENDERE. La decisione della Casa Bianca se inviare o meno piu' truppe in Afghanistan non puo' attendere la nomina di un governo legittimo. Lo ha detto il ministro statunitense della Difesa, Robert Gates, secondo cui la scelta dovra' essere fatta prima che si risolva l'impasse elettorale determinata dal rapporto sui brogli e dal ridimensionamento dell'affermazione di Hamid Karzai nelle presidenziali di agosto. "Secondo me" ha detto il capo del Pentagono, "qualunque scenario emergera' a Kabul, sara' un processo evolutivo. Il presidente dovrà prendere le sue decisioni in questo contesto in evoluzione".
Le elezioni, ha aggiunto Gates, hanno "complicato" la scenario in Afghanistan e servira' del tempo perche' le questioni politiche vengano risolte, specie in considerazione del fatto che l'inverno e' alle porte e le possibilita' di un ballottaggio a breve termine si stanno esaurendo. "La verita' e' che cio' che oggi e' complesso non sara' semplice domani" ha detto ancora il capo del Pentagono, e nel frattempo gli Usa e i loro alleati dovranno lavorare per "costruire la legittimita'" del governo di Kabul. "Non staremo con le mani in mano ad aspettare l'esito di queste elezioni e la formazione di un esecutivo" ha aggiunto, "abbiamo delle operazioni in corso e le porteremo avanti".



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