Afghanistan/ Sfida i talebani e vota, mutilato di naso e orecchie
| Afghanistan, intesa Karzai-Abdullah |
![]() Lal Mohammed |
Il 20 agosto ha lasciato il suo villaggio deciso ad andare a votare nonostante le minacce dei talibani che pochi giorni prima delle elezioni avevano avvertito la popolazione: "A chi voterà saranno tagliati orecchie, dita e il naso". La speranza della democrazia ha prevalso sulla paura e Mohammed ha lasciato la sua casa la mattina, si è incamminato verso il suo seggio, a circa un 'ora e mezzo di strada dalla sua abitazione, e dopo mezz'ora è stato fermato da tre uomini armati che hanno trovato il suo certificato elettorale. "Mi hanno urlato contro che per questo l'avrei pagata, poi hanno iniziato a picchiarmi, colpendomi sul viso con i calci dei fucili, fino a che non sono caduto a terra. Uno di loro si è messo a cavalcioni su di me e, con un coltello, mi ha tagliato il naso tra dolori indescrivibili, poi un altro uomo mi ha tagliato le orecchie. Il mio viso era una maschera di sangue. Avrei preferito essere morto".
Mohammed ricorda a questo punto di essere rimasto per strada esanime per molto tempo fino a quando "un uomo mi ha portato a Kabul su un asino". All'ospedale, ha raccontato, "nessuno mi ha assistito, mi hanno detto che non avevano piu' letti e mi hanno pregato di ripassare dopo qualche giorno". Sfigurato, sporco di sangue, l'uomo ha dovuto farsi prestare dei soldi, circa 250 euro, per comprarsi le medicine. "Ora - ha spiegato - devo restituire 40.000 afghani (circa 500 euro) e non so come faro'. Non so se riusciro' ancora a lavorare".
KARZAI SEMPRE IN TESTA. Il presidente uscente dell'Afghanistan, Hamid Karzai, resta saldamente in testa con il 45,9% dei voti rispetto al suo avversario l'ex ministro degli Esteri, Abdullah Abdullah. 33,3%. Lo ha riferito la Commissione elettorale dell'Afghanistan precisando che i dati si riferiscono a quasi la metà delle schede scrutinate. I risultati preliminari della Commissione saranno diffusi tra il 3 e il 7 settembre mentre i risultati definitivi sono attesi tra il 17 e il 21 settembre.
BROGLI. Si moltiplicano le denunce di brogli: secondo quanto reso noto da un portavoce della Commissione Elettorale Indipendente, Ahmad Muslim Khuram, il numero totale ammonta ormai a ben 2.564 ricorsi, di cui 2.097 presentati dopo la giornata del voto e il resto ancora prima; a 691 tra essi, ha precisato Khuram, e' stata assegnata la "massima priorita'": si tratta di accuse su fatti ben circostanziati, e considerati potenzialmente in grado di stravolgere l'esito dela consultazione, sui quali sono dunque imposte dalla legge indagini approfondite, senza il cui completamento la Commissione stessa non sara' autorizzata a omologare i risultati definitivi. Il portavoce si e' peraltro affrettato a mettere le mani avanti, puntualizzando che "e' troppo presto" perche' si possa stabilire se le inchieste porteranno davvero, o meno, a modifiche sostanziali di tali risultati.



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