Afghanistan, la Nato fa strage di donne e bambini
Una nuova strage di civili e' stata causata da un bombardamento della Nato nel distretto di Shamal, nella provincia di Khost, nell'est dell'Afghanistan. Tredici i morti, di cui otto donne, quattro bambini e un uomo, oltre a un comandante e tre gueriglieri del gruppo Haqqani legato ai talebani, ha riferito un portavoce della polizia provinciale, Mohamad Zazai. Un portavoce dell'Isaf ha confermato il bombardamento, ma lo ha inserito nel contesto di un'operazione contro i talebani: "I soldati", ha spiegato, "erano sulle tracce di un capo terrorista la cui base e' in Pakistan, quando sono stati attaccati dagli insorti con granate e razzi. A quel punto i militari hanno chiesto l'appoggio aereo ed e' scattato il bombardamento che ha ucciso diversi miliziani e i loro familiari, in mezzo ai quali i terroristi si nascondevano". 
Poche ore prima la stessa Isaf aveva aperto un'inchiesta su un'altra operazione, avvenuta a Ghazni, nell'area sud-orientale, dove insieme a un talebano che stava piazzando un ordigno sarebbero morti alcuni civili inermi. Il tema degli errori militari che causano morti tra i civili e' da tempo motivo di frizione tra Kabul e Washington, a tal punto che lo scorso 14 maggio il presidente afghano, Hamid Karzai, avverti' che i militari stranieri saranno considerati "invasori" se continueranno le stragi di civili. La Nato ha invece dichiarato di aver ucciso 4 talebani della rete di Haqqani.



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