Afghanistan/ A Londra l'Occidente scommette sui talebani moderati

Karzai
Hillary Clinton apre definitivamente a trattative con i talebani. Da Londra il segretario di stato americano afferma che per raggiungere l'obiettivo della pace si debbono coinvolgere i nemici. Il riferimento e ai talebani moderati, quelli non legati ad Al Qaeda.
La Conferenza internazionale di Londra ha lanciato la transizione in Afghanistan. I rappresentanti di 70 Paesi hanno benedetto il processo di riconciliazione nazionale che dovrebbe recuperare i talebani moderati e creare i presupposti per il ritiro completo delle truppe straniere entro 5 anni. Il presidente Hamid Karzai ha ribadito la volonta' di "tendere la mano a tutti" gli afghani, "soprattutto ai fratelli disillusi" che si sono schierato con gli studenti coranici.
Per il loro reintegro nella societa' si attingera' a un fondo fiduciario che potrebbe arrivare a un miliardo di euro, ha spiegato il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Nel documento finale della Conferenza alla Lancaster House si promette "un posto dignitoso nella societa' a coloro che rinunceranno alla violenza, parteciperanno alla societa' civile e rispetteranno i principi della costituzione afghana, taglieranno i propri legami con al Qaeda e altri gruppi terroristici e perseguiranno i propri obiettivi politici in maniera pacifica".
Karzai ha annunciato "la creazione di un consiglio nazionale per la pace e la riconciliazione cui fara' seguito la convocazione di una Loya jirga, l'assemblea degli anziani" del Paese. Poi ha chiesto al re saudita Abdullah di svolgere "un ruolo di primo piano per guidare e assistere il processo di pace". Per il presidente l'Afghanistan avra' ancora bisogno del sostegno dell'Occidente per i prossimi 15 anni.
Il premier britannico, Gordon Brown, ha affermato che la Conferenza segna l'inizio della transizione afghana e che la meta' del 2011 e' la scadenza entro cui si dovra' "invertire la tendenza" nella lotta alla guerriglia. Il titolare di Downing Street ha annunciato che il passaggio delle responsabilità della sicurezza dalle truppe stranierea quelle afghane distretto per distretto "comincera' nel corso di quest'anno".
Una transizione che pero' non significa "exit strategy", come ha puntualizzato Hillary Clinton. "Noi sosteniamo il piano di transizione della Nato", ha sottolineato il segretario di Stato Usa, "ma voglio dirlo con chiarezza agli afghani, ai nostri alleati, ai nostri cittadini e agli estremisti che sperano in un nostro fallimento: questa non e' una exit strategy".
La prossima conferenza si terra' entro l'anno a Kabul. Frattini, ha chiesto che l'apertura ai talebani non abbia conseguenze negative sulla vita delle donne afghane e sui diritti civili. Per il titolare della Farnesina da Londra e' partito "un segnale forte di coesione della comunita' internazionale e di sostegno alla nuova linea di Karzai".



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